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L’annuncio di colloquio deve già contenere la retribuzione che si offre: da quando scatta l’obbligo

L'obiettivo è rendere il mercato del lavoro più trasparente ed equilibrato

Come previsto dalla direttiva europea numero 970 del maggio 2023, entro il prossimo 30 giugno, qualsiasi offerta di lavoro dovrà mostrare in maniera chiara la retribuzione prima della fase di colloquio. Bruxelles l’ha chiamata “trasparenza retributiva” ponendosi, tra gli obiettivi principali, quello di azzerare il divario salariale di genere e di garantire una maggiore trasparenza nella fase di assunzione.

Dal prossimo mese, quindi, i datori di lavoro devono indicare il livello retributivo iniziale o la “forchetta” di stipendio (il minimo e il massimo che si può guadagnare) negli annunci di lavoro o comunque prima del colloquio.

Secondo una ricerca di Indeed hiring lab, fino a questo momento, in Italia, circa tre aziende su dieci (36%) riportano nell’annuncio la retribuzione prevista per la posizione aperta. Ma si tratta già di un avanzamento a doppia cifra rispetto al dato di inizio 2025, quando solo il 20% delle compagnie del settore privato mostravano questa informazione.

E comunque: il nostro Paese si è già allineato a questa direttiva: il Consiglio dei ministri ha già approvato un decreto legislativo che obbliga le aziende a comunicare al candidato le informazioni salariali prima del colloquio.

Ma non è questa l’unica novità pronta a essere messa in campo: tra le nuove regole, spicca il divieto di chiedere al candidato quanto guadagnava per la posizione precedente, ad esempio.

Le aziende, poi, sono tenute a giustificare anche un aumento di stipendio, ad eccezione di motivi personali.

 

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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