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Quasi 1 italiano su 4 modifica i propri profili social prima di un colloquio

Indagine Indeed. Le azioni più comuni: revisione dei contenuti, cambio di foto profilo o biografia, impostazioni privacy e rimozione o oscuramento di post e immagini

Quasi 1 italiano su 4 ha affermato di aver modificato i propri profili social prima di candidarsi a un nuovo impiego. È quanto emerge da una nuova indagine di Indeed, portale per chi cerca e offre lavoro, che ha indagato il legame tra social media e recruitment. Dall’indagine, che ha coinvolto 500 aziende e 500 persone interessate a trovare una nuova occupazione, emerge come chi è in cerca di lavoro, oltre al CV, riveda anche i propri profili social prima di candidarsi per una nuova posizione.
Le modifiche più comuni riguardano la revisione dei contenuti per apparire più professionali (46%), la sostituzione della foto profilo o della biografia (45%), l’impostazione della privacy (22%) e, in alcuni casi, la rimozione o l’oscuramento di post e fotografie (16%). La
Generazione Z mostra una maggiore propensione a questo tipo di interventi: il 38% dichiara di aver modificato i propri profili prima di candidarsi, contro il 17% della Generazione X.
Le differenze emergono anche per genere, con il 27% degli uomini che ha apportato cambiamenti rispetto al 21% delle donne.
Perché? Principalmente perché si teme che un recruiter o un datore di lavoro possa essere influenzato nel giudizio dalla presenza online del candidato (22%). Timore, che nei fatti, non è immotivato: il 73% dei datori di lavoro coinvolti nell’indagine esamina i profili social dei
candidati e al 70%, tra questi, è capitato di non proseguire con un candidato sulla base dei contenuti pubblicati. Le motivazioni più frequenti riguardano l’incoerenza rispetto al curriculum (41%), la presenza di contenuti che segnalano scarsa responsabilità civica o sociale (42%) e comportamenti considerati poco professionali (37%).
“I social media giocano ormai un ruolo pervasivo – afferma Gianluca Bonacchi, talent strategy advisor di Indeed – Che lo si voglia o no, ogni interazione, ogni post e ogni condivisione contribuisce a plasmare quella che è a tutti gli effetti la nostra reputazione
digitale. Una sorta di ‘biglietto da visita’ sempre attivo, consultabile non solo da amici, ma anche da potenziali datori di lavoro, clienti o partner professionali. Gestire la nostra presenza online con consapevolezza può giocare un ruolo importante anche per aprire le porte a nuove opportunità lavorative e costruire un percorso solido e di successo”.

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Collaboratrice - Articoli pubblicati: 28

Giornalista professionista, si occupa delle intersezioni tra mercato del lavoro, dinamiche economiche e trasformazioni sociali. Con un approccio analitico ma sempre attento al lato umano, esplora come le grandi decisioni finanziarie ricadano sulla quotidianità dei cittadini e sulla cultura contemporanea

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