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CCNL: regole vere o solo quando conviene? Il paradosso della vigilanza privata

Claudio Armeni

I Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro dovrebbero servire a definire mansioni, responsabilità, inquadramenti e retribuzioni. Dovrebbero garantire coerenza tra ciò che un lavoratore fa e il contratto che lo disciplina. Ma cosa succede quando questa coerenza viene meno? FederSicurezza e Vigilanza Conf.SELP pone una domanda semplice, che tocca il cuore del sistema: se una Guardia […]

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/ Collaboratore
5 Febbraio 2026
Le aziende dovranno rendere noti i criteri di definizione degli stipendi, i dipendenti potranno chiedere e ottenere informazioni. Prevista una valutazione congiunta con i sindacati in caso di gap retributivo ingiustificato e superiore al 5% tra uomini e donne

Obbligo per le aziende di rendere visibili i meccanismi di formazione della retribuzione. Diritto dei lavoratori a ricevere informazioni sui livelli retributivi medi e sul divario retributivo di genere. Divieto per i datori di lavoro di chiedere informazioni sulle retribuzioni percepite dai lavoratori nel corso di precedenti esperienze. Ecco le principali novità contenute nel decreto legislativo su parità e trasparenza retributiva attraverso il quale il governo Meloni intende attuare la direttiva europea 2023/970. Dopo l’ok da parte del Consiglio dei ministri, il testo in 16 articoli dovrà affrontare l’iter in Parlamento per essere definitivamente approvato entro il 7 giugno.
Il decreto legislativo prevede innanzitutto che le aziende rendano visibili e verificabili i meccanismi di formazione della retribuzione. Il che vuol dire che i datori di lavoro dovranno rendere.

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