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Equivalenza tra CCNL e appalti pubblici: una sentenza che apre spazi al pluralismo sindacale, ma che impone responsabilità al sistema delle relazioni industriali

Claudio Armeni

La sentenza n. 170/2026 del TAR Piemonte, pronunciata lo scorso 30 gennaio in materia di appalti pubblici e applicazione dei contratti collettivi, rappresenta un passaggio di grande rilievo per il sistema delle relazioni industriali e, in particolare, per il ruolo dei sindacati che operano concretamente nei territori e nei settori produttivi, spesso al di fuori […]

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/ Redazione
27 Febbraio 2026
Secondo varie ricerche, senz'altro di venire sostituito dall'Intelligenza artificiale. Ma chi ha licenziato, finora, non ha ottenuto benefici

Di cosa ha paura chi lavora? Certo, in tempi come questi, durante i quali l’Intelligenza artificiale incombe in numerosissimi campi, la domanda sembra retorica.

Sta di fatto che da un’analisi di Gartner è emerso che meno dell’1% dei licenziamenti nei primi sei mesi del 2025 è stato deciso alla luce di aumenti di produttività grazie all’intelligenza artificiale.

Ma non solo: stando all’Harvard Business Review, molti degli imprenditori che hanno licenziato, almeno al momento, non starebbero beneficiando della crescita attesa.

“Se il ritmo della produttività dell’Intelligenza artificiale rimane indietro rispetto al lavoro che le organizzazioni devono svolgere ora – scrive la rivista – gli imprenditori dovranno riassumere i talenti che hanno licenziato prematuramente, spesso a un costo maggiore, se vogliono ancora raggiungere i loro obiettivi”.

Eppure, secondo un report di Randstad, a livello.

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