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Umanoidi al lavoro, fisco fermo: la sfida della nuova equità

Vincenzo Castellano

C’è un punto che il dibattito pubblico continua a sfiorare senza mai afferrare davvero: la trasformazione della produzione sta correndo molto più veloce delle regole che la governano. L’automazione avanzata, l’intelligenza artificiale e, in prospettiva, gli umanoidi impiegati nei processi produttivi stanno ridefinendo il concetto stesso di lavoro. Ma il nostro sistema fiscale resta ancorato […]

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/ Redazione
13 Maggio 2026
Lo studio di Pradeepa Korale-Gedara, dell'Università del Queensland: "L'aumento dello stress innalza i livelli del cortisolo, causando un maggiore accumulo di grasso"

Per non ingrassare, bisognerebbe lavorare di meno. Gli stakanovisti hanno più probabilità di diventare obesi.

Una ricerca internazionale, presentata al Congresso europeo sull’obesità di Istanbul, ha confrontato i modelli lavorativi e la prevalenza dell’obesità in 33 paesi OCSE dal 1990 al 2022.

Ebbene: lo studio ha rilevato che Paesi come Stati Uniti, Messico e Colombia, caratterizzati da un maggior numero di ore lavorative annue, presentano anche tassi di obesità più elevati, nonostante i paesi del Nord Europa consumassero in media più grassi rispetto a quelli dell’America Latina.

Una riduzione dell’1% delle ore lavorative annuali è stata invece associata a una diminuzione dello 0,16% dei tassi di obesità.
Secondo i ricercatori, la mancanza di tempo per l’esercizio fisico e lo stress legato al lavoro potrebbero spiegare perché chi finisce di lavorare per ultimo ha maggiori probabilità di ingrassare.
Pradeepa.

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