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Riders: il problema non è l’algoritmo, è il fallimento della rappresentanza

Claudio Armeni

Mentre migliaia di riders continuano a pedalare per 2–4 euro a consegna, il dibattito pubblico resta prigioniero di parole vuote: “innovazione”, “flessibilità”, “nuove forme di lavoro”. La realtà, però, è un’altra. E la realtà — come insegnava l’Illuminismo — è l’unico terreno su cui si può costruire giustizia. La “realtà effettuale delle cose”, per dirla […]

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/ Collaboratrice
12 Febbraio 2026
L'utilizzo di strumenti come ChatGPT o Gemini si diffonde nelle fasce più giovani della popolazione: per bambini e adolescenti rappresenta “il nuovo Google”

L’Italia è agli ultimi posti in Europa per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa tra i giovani. Eppure, tra i bambini e gli adolescenti, questo strumento è sempre più diffuso soprattutto nelle attività di studio. Lo scenario emerge incrociando i dati diffusi dall’Eurostat con quelli del nuovo report Eu Kids Online.
Secondo l’Eurostat, dunque, nella fascia di giovani italiani di età compresa tra 16 e 4 anni, solo il 47,2% utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT o Gemini. Il dato colloca l’Italia al penultimo posto della graduatoria dei Paesi europei con la più consistente quota di ragazzi che usano l’intelligenza artificiale generativa. Meglio fa persino la Polonia, dove quella quota si attesta al 49,3%.
In Europa la media dei giovani tra 16 e 24 anni che usano l’intelligenza artificiale generativa è.

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