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La rappresentanza non è un mercato: riflessioni sul futuro del sindacato

Claudio Armeni

Voglio condividere una riflessione seria, maturata in oltre dieci anni di esperienza diretta nel ricoprire incarichi sindacali, lavorando quotidianamente fianco a fianco sia con colleghi sindacalisti sia con rappresentanti delle organizzazioni datoriali. Un osservatorio privilegiato che mi ha consentito di comprenderne caratteristiche, approcci e, soprattutto, motivazioni profonde. In questo percorso ho incontrato persone che vivono […]

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/ Redazione
5 Marzo 2026
A Roma, un'azienda di cyber sicurezza ha licenziato un disigner sostituendolo con la nuova tecnologia

I primi effetti dell’Intelligenza artificiale sul mondo del lavoro non sono rassicuranti. A testimoniarlo la sentenza numero 9135 del 19 novembre 2025 del Tribunale di Roma di cui si è occupato il Corriere della Sera nei giorni scorsi.

Questa pronuncia ha riconosciuto legittimo un licenziamento per “giustificato motivo oggettivo” maturato nell’ambito di una riorganizzazione aziendale in cui un’applicazione dell’Intelligenza artificiale ha reso superflua la posizione di un graphic designer.

Si tratta del primo caso nella giurisprudenza italiana in cui le nuove tecnologie compaiono esplicitamente in una controversia sul lavoro.

La società che ha operato il licenziamento si occupa di cybersicurezza e, in una fase di contrazione economica, ha deciso di introdurre l’Intelligenza artificiale per rendere più efficienti i processi. Di conseguenza, ha soppresso il ruolo del designer e l’ha licenziato.

Il Tribunale ha.

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