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L’eclissi della rappresentanza politica

Claudio Armeni

I. Le origini nobili della mediazione politica Alle radici della democrazia moderna vi è un paradosso fondante: il governo del popolo nasce proprio laddove il popolo non ha ancora gli strumenti per governarsi autonomamente. Nell’Europa di inizio Novecento — e ben prima, nelle assemblee dei comuni medievali, nelle piazze delle rivoluzioni borghesi, nei circoli operai […]

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/ Redazione
28 Marzo 2026
Sono le stime di Anie Sit, associazione di Confindustria, secondo cui gli esuberi sarebbero 2 mila nel 2026 e 7 mila nel 2027

La fine del Piano nazionale di ripresa e resilienza (il Pnrr) rischia di diventare un boomerang per le imprese di rete, specializzate in infrastrutture di fibra ottica e telecomunicazioni.
Secondo stime di Anie Sit, associazione di Confindustria, riportate da Wired, si prevedono ben 12mila esuberi, di cui 2mila nel 2026 e 7mila nel 2027.
Questi numeri sono emersi all’evento “Reti e servizi leve per la competitività” a Roma, in occasione del bilancio del mandato del presidente uscente Luigi Piergiovanni.
Piergiovanni ha tracciato un bilancio positivo del periodo Pnrr: le sei principali aziende del settore (in testa Sirti e Sielte) hanno visto il fatturato crescere da 3,2 a 4 miliardi di euro, con un incremento double.

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