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La qualità della contrattazione e la scelta delle controparti datoriali – Il vero nodo del sistema contrattuale italiano

Claudio Armeni

Il sistema contrattuale italiano vive oggi una contraddizione evidente che penalizza soprattutto chi fa sindacato in modo serio e radicato nei territori. Da un lato oltre mille contratti collettivi nazionali risultano depositati presso il CNEL – Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, segno di una proliferazione che spesso ha poco a che fare con la […]

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/ Collaboratore
11 Marzo 2026
Le condizioni di liceità e le garanzie procedurali per il monitoraggio a distanza, secondo l’ordinanza n. 3462/2026 della Cassazione.

L’identificabilità di un lavoratore da parte del datore di lavoro, ancorché indiretta e finanche ove svolta attraverso l’apporto di un terzo, sottende un trattamento di dati personali e implica, conseguentemente, l’adempimento di tutti gli oneri previsti dalla normativa in materia.
È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza, della sezione Lavoro, n. 3462/2026 dell’8 gennaio 2026.
Secondo la Suprema Regolatrice, infatti, l’identificabilità del prestatore, anche se indiretta e non automatica (in ispecie, mediante sistemi di geolocalizzazione), è sufficiente a qualificare i dati così ottenuti alla stregua di dati personali, come tali soggetti alla disciplina della privacy.
Tale orientamento è pienamente in linea con la nozione di cui al disposto dell’art. 4, n. 1, del GDPR (Regolamento UE 679/2016), che definisce il “dato.

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