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La politica delle radici e il valore del Meriggiare

Vincenzo Castellano

C’è una parola che nella politica contemporanea è quasi scomparsa: responsabilità. Non quella urlata o rivendicata a colpi di slogan, ma quella silenziosa che nasce quando si ha il coraggio di fermarsi, osservare la vita reale delle persone e ammettere che qualcosa, così com’è organizzato oggi, non funziona. Viviamo in una società che ha fatto […]

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/ Redazione
16 Febbraio 2026
Quasi il 10% non gode di reale autonomia su orari, compensi o strumenti di lavoro, assomigliando più a dipendenti mascherati che a liberi professionisti

Negli ultimi vent’anni, il panorama del lavoro autonomo in Italia ha subito una trasformazione profonda. Da un lato, il Paese ha registrato una perdita netta di circa un milione di lavoratori indipendenti; dall’altro, nel breve periodo si osserva una timida ripresa di questa componente occupazionale. Tuttavia, l’aggregato dei lavoratori autonomi è tutt’altro che omogeneo: comprende figure con gradi variabili di libertà e vincoli, dove spicca la categoria dei “dependent contractor”.
Si tratta di 494mila individui, pari al 9,8% del totale degli autonomi, che operano in una zona grigia del mercato del lavoro. Dotati di partita IVA o contratti di collaborazione coordinata, questi lavoratori non godono di reale autonomia su orari, compensi o strumenti di lavoro, assomigliando più a dipendenti mascherati che a.

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