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Sicurezza sul lavoro, per le imprese arriva la patente a punti

Il provvedimento annunciato ieri dal Governo. Ma per Cgil, Uil, Cna, Confartigianato e Confapi è ancora troppo poco

Dopo la strage di Firenze nel cantiere Esselunga, il Governo aveva promesso un nuovo giro di vite sul fronte della sicurezza sul lavoro. E ieri quegli annunci si sono materializzati con l’arrivo, dal prossimo 31 ottobre e per ora solo nel settore delle costruzioni, della patente a punti. È questa la novità principale, la prima risposta all’emergenza continua delle morti bianche, illustrata ieri dal Governo alle parti sociali e inserita nel nuovo decreto sul Pnrr adottato in serata dal Consiglio dei ministri.

Il ministro del Lavoro Marina Calderone ha messo a punto un pacchetto di misure che dà attuazione al Piano nazionale per la lotta al sommerso rafforzando le attività di prevenzione e contrasto di questo fenomeno.

“Abbiamo scelto l’approccio delle tre “c”: controlli, contrasto e compliance – ha spiegato la rappresentante del Governo Meloni – Questo, partendo dalle scelta di aumentare di quasi 800 unità il numero degli ispettori e confermando l’obiettivo di effettuare nel 2024 il 40% di controlli in più”.

In particolare, per contrastare il fenomeno degli incidenti sul lavoro, oltre a rafforzare l’attività di vigilanza, vengono introdotti incentivi a favore del personale dell’Ispettorato nazionale e potenziato il ruolo del reparto speciale del Comando Carabinieri per la Tutela del lavoro con 50 unità in più. Quindi, vengono inasprite le sanzioni per le ipotesi di lavoro in nero o di somministrazione abusiva di lavoratori ripristinando le sanzioni penali cancellate nel 2016 nel caso di uso improprio dell’appalto di servizio o distacco e si introducono, nel settore degli appalti, nuovi adempimenti diretti a garantire il rispetto delle norme.

Viene poi rafforzata l’attività di accertamento e contrasto delle violazioni in ambito contributivo ed è stata prevista una misura per far emergere il lavoro nero domestico portando a 3.000 euro lo sgravio contributivo a favore degli anziani non autosufficienti over 80 con Isee inferiore ai 6.000 euro.

“A sedici anni dal testo unico del 2008, viene poi introdotta la patente a punti – ha annunciato la ministra – La svilupperemo col supporto delle parti sociali e delle organizzazioni di categoria dell’edilizia con l’obiettivo di far crescere questo percorso e inserire altre attività”. Per ora, però, “l’attenzione specifica è posta sui cantieri”.

Sul fronte della compliance, invece, oltre a favorire un importante processo di qualificazione delle imprese, il Governo prevede un percorso di accompagnamento alle regolarizzazioni: “Chi aderisce spontaneamente agli obblighi avrà diritto ad una riduzione delle sanzioni civili, ma mai sui debiti per premi e contributi. Quelli – ha rimarcato Calderone – vanno pagati integralmente”.

Ma come hanno accolto i sindacati le novità del Governo? Cgil e Uil hanno definito “parziali ed insufficienti” le scelte criticandone anche il metodo utilizzato per arrivare alla formulazione dei nuovi provvedimenti. Più positiva, invece, la Cisl di Luigi Sbarra che ha definito l’incontro “positivo e apprezzabile”.

Fatto sta che la nuova patente a punti è contestata in particolare da Cna, Confartigianato e Confapi che ieri hanno definito il nuovo sistema “farraginoso e pieno di lacune applicative: non solo non garantisce il rafforzamento della sicurezza ma, esonerando le imprese in possesso della certificazione Soa, introduce anche una ingiustificata discriminazione sotto il profilo della concorrenza”. Molto critico anche Pierpaolo Bombardieri, il segretario generale della Uil, secondo cui se la vita di un lavoratore “vale 20 crediti e una impresa può continuare a lavorare con 15, basta seguire un corso di formazione per recuperarne 5 e tornare a posto, come se nulla fosse”.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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