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Cosa potremmo permetterci se tutti pagassero le tasse?

Saremmo tutti più ricchi e con più lavoro: potremmo costruire ben 2.460 chilometri di rete ferroviaria ad Alta velocità (oggi ne abbiamo meno di 1500) e non uno ma quattro ponti di Messina (all'anno). L'elaborazione di Will che fa sognare ad occhi aperti

Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Economia del gennaio 2024, tra tasse e contributi occultati, gli illeciti, in Italia, un Paese di santi, navigatori e poeti ma non certo di contribuenti onesti, valgono 84 miliardi di euro. Questo, sebbene il nero, tra il 2020 e il 2021, sia diminuito del 3% e la lotta all’evasione dell’Iva e dei contributi previdenziali, grazie alle tecnologie informatiche, abbia fatto buoni passi in avanti.

Ma se in Italia, a partire da quest’anno, tutti pagassero le tasse, cosa potremmo permetterci? Che ricadute avrebbe anche sul nostro mondo del lavoro? Lo ha calcolato Will su dati della Corte dei Conti Europea del 2018, Legge di Bilancio 2024, Istat, Metropolitana di Milano, Pnrr e Cittadinanza Attiva.

In primis, potremmo costruire 2.460 chilometri di linee ferroviarie ad alta velocità. Oggi ne abbiamo meno di 1500. Potremmo costruire non uno, bensì quattro ponti sullo Stretto di Messina (all’anno!). Potremmo dare più di 30.000 euro all’anno ad ogni nucleo familiare in povertà assoluta. Potremmo costruire più di 1000 chilometri di linee metropolitane. Oggi ce ne sono 299. Potremmo costruire 100.000 punti di ricarica per i veicoli elettrici. E ancora: potremmo rendere gratuito l’asilo per un anno a 23 milioni di bambini.

È più che mai evidente, quindi, come evadere le tasse comprometta il benessere economico e sociale dell’Italia.

Il pagamento delle imposte è fondamentale per finanziare servizi pubblici essenziali come istruzione, sanità, sicurezza e infrastrutture. Evadere le tasse riduce le risorse disponibili per questi settori cruciali, compromettendo la qualità e l’accessibilità dei servizi per tutti i cittadini.

Inoltre, l’evasione fiscale crea disuguaglianze economiche, poiché i contribuenti che versano quanto dovuto sono costretti a sopportare un carico fiscale maggiore per compensare la mancanza di entrate causata dall’evasione. E questo aumenta la disparità economica e sociale, danneggiando la coesione sociale e minando la fiducia nel sistema fiscale e nelle istituzioni pubbliche.

Dal punto di vista etico, evadere le tasse è ingiusto nei confronti della società nel suo complesso, poiché implica una violazione del contratto sociale in cui ogni cittadino contribuisce in base alle proprie capacità per il bene comune. Last but not least, l’evasione fiscale indebolisce l’integrità del sistema fiscale, minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche e nello stesso sistema del mondo lavorativo. Il giorno in cui vi si porrà definitivamente fine, saremmo tutti più ricchi.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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