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Alla fine, come è andata l’estate degli scontrini pazzi?

Le rielaborazioni Istat ci dicono che è andata male. Ma Federturismo ora incrocia le dita: "Col gran caldo alle spalle, magari i turisti scelgono l'autunno"

Era stata presentata come l’estate dei record. E invece: a distanza di qualche settimana, con un po’ più di calma, le elaborazioni dei dati Istat ci dicono che il turismo estivo italiano ha girato su numeri ancora lontani da quelli pre-pandemici. Nello specifico, nei primi sette mesi del 2023, ci sono stati 71,3 milioni di arrivi per un totale di 232 milioni di presenze. Il che vuole dire un calo rispetto al 2019, rispettivamente, del 5,9% e del 5,6%.

Il mese di luglio è andato particolarmente al di sotto delle attese: ha chiuso in calo anche rispetto al 2022 con un -5,8% di arrivi e il -13,5% di presenze. Ma, dalle prime rilevazioni, anche agosto ha continuato a far segnare un trend negativo. Questo, anche se, in realtà, già in quei giorni si avvertisse puzza di bruciato (come segnalato qui).

Per di più, Federturismo dava conto di come “le avversità metereologiche e gli incendi divampati potrebbero condizionare le prenotazioni” e che “qualche Regione ha registrato una significativa contrazione”. Su questo, poi, c’è da dire che, soprattutto per gli italiani, ha pesato anche il caro vita (quella appena trascorsa è stata l’estate degli scontrini pazzi).

In conclusione, quindi, il mese estivo migliore è stato giugno, anche rispetto ai Paesi competitor: il tasso di saturazione media delle strutture ricettive è stato pari al 45%, inferiore a quello della Grecia, ma davanti a quello di Spagna e Francia. Lo stesso è accaduto per il traffico aereo domestico, ridotto nel periodo agostano.

Chi ha viaggiato col vento in poppa nel corso di tutta l’estate, invece, sono state le città d’arte e quelle che si affacciano sui laghi, con un trend inverso di prenotazioni: in crescita di mese in mese.

Ma ora, per settembre e ottobre, che aspettative si hanno? Marina Lalli, presidente di Federturismo, incrociando le dita, la mette così: “Ondate di calore sempre più frequenti e intense potrebbero portare a cambiare le abitudini dei turisti, modificando la geografia delle vacanze verso destinazioni più fresche rispetto al Sud Europa o a far slittare, soprattutto nel caso della clientela straniera, le vacanze proprio in primavera-autunno”.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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