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Quanto è difficile per le aziende trovare dei dirigenti?

Dal 2019 sempre di più stando a una ricerca dell’Osservatorio 4.Manager su dati Anpal. Ecco perchè

AAA cercansi dirigenti. Anche questo profilo è sempre più difficile da scovare per le aziende italiane. A dirlo è l’Osservatorio 4.Manager su dati Anpal. Quasi sette su dieci si ritrovano in seria difficoltà quando li ricercano. E con il passare degli ultimi anni, la situazione è peggiorata. La criticità nel reperimento, infatti, è passata dal 49,4% del 2019 al 66,8% del 2023. Un trend che riguarda anche le donne, la cui quota è passata dal 18 al 22%.

Considerando soltanto l’ultimo anno, la crescita dei dirigenti è stata del 3,1%. In numeri assoluti, questo vuol dire che nel 2019 i dirigenti erano 122.881, con una presenza femminile del 18%. Nel 2022, invece, sono diventati 136.038 con una presenza femminile del 22%: in crescita, ma non abbastanza data anche la necessità di ricambio generazionale che avanza.

Si rileva, quindi, un forte bisogno di formazione per il disallineamento tra domanda e offerta che le imprese incontrano sul mercato, in vertiginoso aumento. La difficoltà di reperimento di figure dirigenziali nel 2019 era, infatti, del 49,4%; nel 2021 e nel 2022 il quadro si è aggravato; e l’anno scorso è arrivato al picco del 66,8%, vale a dire in crescita di ben 11,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Che significa tutto questo? Che oggi quasi 7 aziende su 10 non trovano i profili di cui hanno bisogno. E che la via per assicurarseli non può che essere la riqualificazione, l’innalzamento delle competenze e, più in generale, la formazione.

Sta di fatto che sul territorio si osservano diverse dinamiche. A Nord-Ovest, tra il 2019 e il 2022, l’aumento dei dirigenti è stato del 10%, con una quota crescente della presenza femminile in linea con la media nazionale. Nel Centro Italia, i numeri sono più piccoli, ma il ritmo di crescita è maggiore: tra 2019 e 2022 l’aumento è stato del 13%, da 25.051 dirigenti a 28.317, con una presenza femminile del 26%.

A completare il quadro del mercato del lavoro dei dirigenti, ci sono, infine, i numeri di nomine e cessazioni. Nel 2020, c’è stata una riduzione marcata delle nuove nomine (4.615), mentre le cessazioni sono rimaste sostanzialmente stabili. Nel 2021, le nuove nomine di dirigenti sono state 5.812 (quasi 1.200 in più rispetto all’anno precedente), mentre le cessazioni 6.963: analizzandone il motivo, si scopre che le dimissioni sono oltre la metà (52%). Nel loro trend, poi, si nota che, dopo essere significativamente diminuite nel 2020, sono aumentate nel 2021 oltre i livelli degli anni precedenti. Come mai? Anche per via delle nuove aspettative dei dirigenti, soprattutto su temi come la sostenibilità e l’equilibrio vita-lavoro.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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