260 visualizzazioni 3 min. 1 Commento

Se ci si laurea al Nord si conquista un lavoro pagato meglio

L’University Report 2023: "Si hanno anche più chance di fare carriera"

Fare dei buoni studi è essenziale per assicurarsi un buon futuro lavorativo. Ma spesso le disparità iniziano proprio a scuola (ne abbiamo parlato qui) e continuano all’università: laurearsi al Nord porta a percepire in ambito occupazionale una retribuzione in media più alta del 3% rispetto a chi lo fa negli atenei del Centro Italia e del 7% rispetto a chi ha frequentato una facoltà nel Meridione. A sentenziarlo è l’University Report 2023 realizzato da Lhh Recruitment Solution e dall’Osservatorio Job-Pricing.

In pratica, si passa dai 41.426 euro medi per chi studia nel Settentrione ai 40.266 del Centro per finire ai 38.727 del Sud e delle Isole.

Sta di fatto che il gap si rileva non solo negli stipendi, ma anche nella possibilità di fare carriera. Esempio: un laureato della Cattolica di Milano vede progredire la sua paga dai 25 ai 54 anni di circa il 71%. Ma il dato scende al 48% se si prende in considerazione la Federico II di Napoli, che pure è la più antica d’Italia e garantisce un alto livello di formazione. Meglio di essa fa la Parthenope, garantendo una crescita di stipendio ai suoi laureati del 56%.

Ma tant’è: lo studio evidenzia come l’istruzione sia ancora un veicolo di maggior probabilità per attivare un percorso di carriera che assicuri retribuzioni più alte. Possedere una laurea consente di accedere a un salario del 45% superiore rispetto a quello di un non laureato. Ma va anche considerato che avere una laurea o finanche un titolo post-laurea non garantisce un differenziale di salario significativo nel momento in cui ci si trova nella condizione di sovra-istruzione. Ciò vuol dire che lo stipendio di un laureato operaio è molto simile a quello di un operaio non laureato, né implica un salario sostanzialmente maggiore di coloro che sono inquadrati nello stesso livello pur essendo meno istruiti.

Non è ancora tutto: alle università private, infatti, c’è da dire che è associato un salario più alto rispetto a quelle pubbliche: in media del 4%. Questo, mentre i salari più alti in assoluto sono pagati a coloro che hanno conseguito un titolo di studio presso un politecnico: il 10% in media in più rispetto a un altro ateneo.

Infine, è stato notato che i laureati della Bocconi, della Luiss e del Politecnico di Milano ricoprono più spesso il ruolo di dirigente o quadro rispetto ad altri atenei. Il titolo di studio che paga di più in assoluto? La laurea in ingegneria chimica e dei materiali: 33.519 euro.

Avatar photo
Redazione - Articoli pubblicati: 639

Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

Twitter
Facebook
Linkedin