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Dopo la strage alla centrale di Bargi, cosa si sta facendo per la sicurezza sul lavoro

Il 26 aprile si insedierà una commissione speciale per rafforzare la prevenzione. Probabilmente, già prima di entrare in vigore, sarà rivista anche la patente a punti per le aziende

Il bilancio dei morti è salito a sei: nel ventre della centrale idroelettrica di Bargi, sul lago di Suviana, sono stati trovati, tre giorni dopo l’esplosione, tre dei quattro operai dispersi. Molto probabilmente la morte li ha colti mentre stavano scappando. È questo l’ultimo, tragico bollettino che arriva dall’Emilia Romagna. Dove ieri, una manifestazione indetta da Cgil e Uil a Bologna per protestare contro le morti sul lavoro, ha fatto da scenario anche al monito del presidente della Conferenza Episcopale italiana nonché vescovo della città felsinea, Matteo Zuppi: “La sicurezza – ha detto il prelato – non è un costo, né tantomeno un lusso, ma un dovere a cui corrisponde un diritto inalienabile di ogni persona”.

I sindacati chiedono il rispetto dei protocolli e l’aumento degli ispettori sui cantieri. Ma, dopo che il 2023 si è chiuso con 709 incidenti mortali e, dall’inizio del 2024, solo nei primi due mesi, l’Inail ne ha contati già 119, cosa stanno facendo le istituzioni per contrastare questa piaga?

L’ultima novità è l’istituzione di una commissione che si insedierà il 26 aprile con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione. Il gruppo di studio sulle norme in materia di sicurezza sul lavoro è stato istituto dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio d’intesa con il Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, guidato da Marina Elvira Calderone. A presiederlo sarà il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.

Alla commissione è affidato il mandato di analizzare l’attuale quadro normativo e giurisprudenziale, verificarne limiti, criticità e prospettive, per poi formulare proposte di intervento. Punto di partenza è la drammatica frequenza di incidenti e la consapevolezza che, a contribuire alla sicurezza sul lavoro, concorrono, come indicato nel decreto ministeriale, molteplici fattori tra cui “l’aggiornamento continuo, la formazione di una coscienza diffusa di responsabilità, l’accurata vigilanza e sorveglianza sui posti di lavoro, precise regole di comportamento e una stretta collaborazione tra lavoro e ricerca”.

Ma, con il viceministro Francesco Paolo Sisto, chi fa parte della commissione? Silvia Berra, responsabile dell’area ambiente, sicurezza, sostenibilità dell’Unione industriale biellese; Matteo Caputo, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore; Francesco Comparone, vicecapo di Gabinetto; Antonio Corbo, consigliere della Corte di Cassazione; Cristiano Cupelli, ordinario presso l’Università di Roma Tor Vergata; Fabrizio D’Ascenzo, presidente dell’Inail; Emilio Ferrari, Ordinario presso l’Università degli studi di Bologna; Giuseppe Nano, professore al Politecnico di Milano; l’avvocato salernitano Michele Sarno; Nicola Selvaggi, vicecapo dell’Ufficio legislativo; Luigi Vimercati, Ordinario presso l’Università degli studi di Bari.

La commissione avrà un anno per formulare delle proposte. Ma già si vocifera che sarà rivista la patente a punti, finora il provvedimento principe del Governo Meloni nella lotta per la sicurezza sul lavoro. Inserita con il decreto Pnrr, dal prossimo ottobre, sarà indispensabile per imprese e lavoratori autonomi per poter lavorare nei cantieri temporanei o mobili. Lo strumento, che parte con 30 punti (per lavorare ne servono almeno 15), partirà per il settore dell’edilizia e sarà richiesto anche alle imprese extra Ue che lavorano in Italia. Ma non tutti lo valutano sufficiente.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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