Lavorare sette giorni su sette per 12 ore. Stanno facendo discutere le dichiarazioni dell’amministratore delegato del marchio di abbigliamento sportivo On, Caspar Coppetti, rivendica di lavorarne il doppio.
La sua azienda genera ricavi per oltre 3 miliardi di franchi. Ma a quale costo?
La questione è emersa pubblicamente durante un intervento di Coppetti alla borsa di Zurigo. Rispondendo in merito all’assunzione delle ulteriori mansioni di co-amministratore delegato, l’ha messa così: “La settimana è fatta di 80 ore, lo sappiamo tutti…”. Anche se poi ha assicurato: “Per il resto del tempo riesco a rilassarmi”. Coppetti ha detto di praticare snowboard nel tempo libero, ma ha immediatamente innescato un acceso dibattito.
La psicologa del lavoro Hildegard Nibel l’ha criticato duramente in quanto le sue parole inevitabilmente fissano un’aspettativa irrealistica e pericolosa per il personale: “Caspar Coppetti invia così un segnale a tutta l’azienda. Questa affermazione mette i suoi dipendenti sotto pressione. E per un’azienda che si vanta di essere particolarmente innovativa, questo non è utile, in quanto lo stress rende il personale meno creativo, meno innovativo e meno propenso alla cooperazione”.
Il punto evidenziato dalla Nibel è che la ricerca dimostra che una persona può lavorare in modo concentrato per un massimo di sei ore al giorno e che spingersi oltre “aumenta il rischio di disturbi psicosomatici come mal di testa o cattivo sonno”, oltre a incrementare l’incidenza di depressione e burnout. “Lavorare di più non vuol dire lavorare meglio”, viene fatto notare, accusando Coppetti di trasmettere “un ideale dannoso”.
Davanti a queste critiche, una portavoce dell’azienda ha cercato di ridimensionare la frase di Coppetti spiegando che si trattava di una provocazione. L’azienda ha tuttavia confermato l’elevato carico di lavoro richiesto ai vertici: “Gestire un’azienda come On presuppone un impegno eccezionale da parte del team dirigenziale”, un carico che “non può sempre essere misurato nelle classiche settimane di 40 ore”.
Per quanto riguarda i dipendenti, però, la portavoce ha garantito che l’azienda offre flessibilità per determinare orari di lavoro e ferie, aggiungendo che “nei sondaggi anonimi annuali, la stragrande maggioranza si dichiara estremamente soddisfatta dell’equilibrio tra lavoro e vita privata”.

