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Sei anziché cinque giorni lavorativi: la loro grossa, grassa settimana greca

Perché Atene ha preso questa decisione (in controtendenza)

Si potrà dire, parafrasando il film del 2002, ‘La loro grossa, grassa settimana lavorativa greca’: mentre vari Stati d’Europa sperimentano la settimana corta e anche in Italia c’è chi la vorrebbe introdurre, la Grecia va in controtendenza.

Atene, secondo i dati Eurostat, rappresenta già il Paese europeo con la settimana di lavoro più lunga: un greco su 8 lavora più di 48 ore alla settimana con un impegno medio richiesto di 39,4 ore a settimana. Ma ora, spinge il limite ancora più in là stabilendo sei giorni invece che cinque di lavoro. Questo a partire da lunedì, 1 luglio. E a fronte di un aumento di stipendio del 40% nel giorno extra.

La proposta del governo greco è stata messa sul tavolo per arginare la crisi di manodopera. Ma non solo: nel Paese che ha un livello di salari tra i più bassi nel continente, la settimana lunga, nelle intenzioni del governo greco, dovrebbe anche contrastare il lavoro nero. Gli straordinari, infatti, spesso sono invisibili in busta paga e ricompensati in nero.  Non si tratta però di un obbligo, ma di una forma di incentivo: la settimana potrà diventare “lunga” solo se i datori di lavoro lo richiederanno.

Nel giorno supplementare, il lavoratore percepirà il 40% in più di un giorno normale. E se festivo anche di più.

Il provvedimento, infine, riguarda tutti i settori eccezion fatta per quello del turismo, dove la settimana di 40 ore era già stata abolita l’estate scorsa: la novità vuole impattare soprattutto su industria, telecomunicazioni e commercio al dettaglio.

 

 

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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