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Viaggio nelle città del futuro, dove ci saranno ben 125 nuovi lavori

Lo si evince da un rapporto di Randstad. Ecco come cogliere la sfida che fu già di Michael J. Fox

Non solo l’Intelligenza Artificiale: nelle città del futuro come cambierà il lavoro? Se l’è chiesto la Randstad decidendo di stilare il rapporto “Il lavoro del futuro nella città del futuro” e da cui si evince che saranno ben 125 le nuove professioni che sbocceranno nei centri urbani: conseguenza dei cambiamenti tecnologici, demografici e ambientali.

Chissà cosa ne penserebbero i protagonisti di ‘Ritorno al futuro’, il film del 1985 con Michael J. Fox e Christopher Lloyd. Fatto sta che non c’è da meravigliarsene: le città da sempre sono l’avanguardia in molti campi. E ora stanno diventando dei veri e propri laboratori del futuro dove l’innovazione, la sostenibilità e la connettività sono alla base di nuove opportunità di lavoro.

E quindi: le nuove professioni che emergeranno in queste città in rapida trasformazione abbracciano una vasta gamma di settori: dalla mobilità alla connettività, fino alla demografia.

Tra le professioni del futuro si annoverano figure come gli “addetti al bike sharing aziendale”, i “gestori del traffico urbano”, e gli “assistenti agli anziani”.

Ma cosa comportano realmente queste professioni? Con l’evoluzione della mobilità urbana, crescerà la domanda di professionisti che siano in grado di integrare le competenze tradizionali con una profonda conoscenza della sostenibilità. Da “designer dell’intermodalità” a “costruttori di passerelle ciclopedonali”, il panorama delle professioni legate alla mobilità sarà variegato e coinvolgerà sia aspetti operativi che strategici.

Non mancherà di impattare, poi, la digitalizzazione: essa richiederà figure altamente specializzate nella gestione e nell’analisi dei dati. Dall’ “analista di big data” al “pianificatore di smart cities”, la capacità di comprendere, analizzare e gestire grandi quantità di informazioni sarà fondamentale per progettare città sempre più connesse e intelligenti.

Bisognerà, poi, fare i conti con la demografia: soprattutto in Italia, saremo sempre più vecchi. Ma questo porterà alla creazione di nuove professioni dedicate all’assistenza e al benessere degli anziani. “Esperti in realtà virtuale per il benessere cognitivo” e “terapisti dell’intelligenza artificiale per la salute emotiva” saranno solo alcune delle figure chiave che si occuperanno di garantire una migliore qualità della vita per le persone anziane.

E quindi: quali saranno le competenze necessarie per affrontare queste nuove sfide? Secondo Emilio Colombo, coordinatore del Comitato scientifico di Randstad Research, saranno fondamentali competenze trasversali che integrino conoscenze tecniche con abilità comunicative e gestionali. La capacità di adattarsi a un mondo in continua evoluzione sarà essenziale per prosperare nel mercato del lavoro del futuro.

In conclusione: il futuro del lavoro è già qui, nelle città del domani. Tuttavia, affrontare questa sfida richiederà non solo competenze tecniche avanzate, ma anche un approccio trasversale e orientato al cambiamento.

 

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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