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Prevenzione e sicurezza, via ai nuovi Piani

Il ministro della Salute Schillaci: "La prevenzione degli infortuni e la tutela della salute nei luoghi di lavoro al centro della sinergia tra Stato, Regioni e Enti preposti"

Dalla Conferenza Stato-Regioni arriva il via libera a due documenti molto attesi che puntano a incentivare la sicurezza e la salute anche nei luoghi di lavoro.

Di cosa si tratta? Del Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 e della Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030.

Si tratta di due ambiti cruciali per la sanità pubblica.

Il Piano prevenzione definisce in generale le linee strategiche delle politiche di prevenzione sanitaria per i prossimi anni, con l’obiettivo di rendere più efficace, accessibile e omogenea la tutela della salute su tutto il territorio nazionale.

Per l’attuazione del Piano sono destinati alle Regioni e alle Province autonome 200 milioni di euro all’anno, a cui si aggiungono ulteriori 50 milioni per il 2026 dedicati alle attività di prevenzione territoriale.

Ma centrale, ha sottolineato il ministro della Salute Orazio Schillaci, è anche il secondo documento approvato: “La prevenzione degli infortuni e la tutela della salute nei luoghi di lavoro diventano finalmente oggetto di un piano strutturale e vincolante a livello nazionale che rafforza la sinergia tra Stato, Regioni e Enti preposti”.

L’obiettivo principale è ridurre drasticamente infortuni e decessi, adottando l’approccio Vision Zero, che viene per la prima volta adottato in Italia, secondo cui ogni incidente è prevenibile.

Si punta, tra l’altro, ad estendere la protezione a tutti i lavoratori, con particolare attenzione ai settori più a rischio.

Sta di fatto che sul tema lavoro e salute non è questa la sola notizia che ha dato il ministro Schillaci: nel corso della recente visita ufficiale del primo ministro indiano Narendra Modi a Roma il 19 e 20 maggio, si è affrontato il nodo della carenza di infermieri ed è stata siglata un’intesa con l’India con cui si pongono le basi per facilitare l’arrivo di infermieri indiani nel nostro Paese.

Già in occasione del G7 Salute ad Ancona nel 2024, Schillaci aveva annunciato il progetto spiegando che gli infermieri dall’India hanno dei diplomi “di qualità che possono essere riconosciuti dal nostro sistema”.

L’obiettivo dell’accordo è anche “garantire un processo di reclutamento legale, equo e trasparente” e si prevede che gli infermieri indiani imparino la lingua italiana.

La presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), Barbara Mangiacavalli, ha commentato la notizia così: “Sugli infermieri che provengono dai Paesi esteri occorrono regole certe attraverso le quali gli Ordini possano esercitare il proprio ruolo di controllo”.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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