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Occupazione, nel 2025 è stato il Sud a fare da traino

La soddisfazione del sottosegretario Sbarra: "Il 75% dei nuovi contratti attivati nel Mezzogiorno è a tempo indeterminato"

L’Istat, nelle stime preliminari del Pil e dell’occupazione territoriale, ha sancito che, nel 2025, è il Mezzogiorno l’area che ha trainato la crescita dell’occupazione a livello nazionale nel 2025. Con un incremento degli occupati pari all’1,5%, il Sud ha spinto l’Italia a un +1,1%, lo stesso dato del Centro.

A sorpresa, invece, il Nord-ovest (+0,9%) e il Nord-est (+0,8%) sono risultati indietro.

Questi dati sono stati salutati positivamente dagli esponenti del governo. Luigi Sbarra, ad esempio, sottosegretario con delega al Sud, l’ha messa così: “Il report Inps evidenzia il contributo rilevante della crescita occupazionale del Mezzogiorno alla dinamica nazionale: nell’ultimo anno, da marzo 2025 a marzo 2026, il Sud ha registrato circa 100.000 nuove posizioni di lavoro, pari a quasi il 30% dell’incremento complessivo registrato in Italia”.

L’ex segretario della Cisl ha poi sottolineato: “Dall’analisi emerge anche un ulteriore elemento significativo: il 75% dei nuovi contratti attivati nel Mezzogiorno è a tempo indeterminato. Un dato che conferma la crescita dell’occupazione stabile nel Sud.

Ma in quali settori l’occupazione si è espansa di più?

Nel Nord-ovest e nel Centro gli incrementi più elevati si sono registrati nelle costruzioni (con aumenti, rispettivamente, del 5,3% e del 5,8%); mentre nel Nord-est la crescita ha interessato soprattutto il comparto del commercio (+2,3%) e gli altri servizi (+2,1%).

Nel Mezzogiorno, invece, gli aumenti più consistenti si sono registrati nei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+2,8%) e negli altri servizi (+2,4%).

Nelle regioni del Nord-ovest la crescita del valore aggiunto è stata sostenuta principalmente dal settore delle costruzioni (+4,1%), che in questa ripartizione territoriale ha registrato l’incremento più elevato rispetto alle altre aree del Paese. Andamenti più contenuti ma comunque positivi si osservano anche nel settore del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+0,9%) e in quello dei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,4%). Più debole è risultata invece la crescita dell’industria (+0,1%), mentre si sono registrate flessioni nell’agricoltura (-0,8%) e, in misura più marcata, negli altri servizi (-1,4%).

Nel Nord-est la crescita del valore aggiunto è stata trainata soprattutto dal comparto del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+2,7%), che in questa ripartizione ha mostrato dinamica più vivace tra tutte le aree del Paese. Risultati positivi si sono osservati anche nelle costruzioni (+1,6%) e degli altri servizi (+0,2%). Negativi, invece, gli andamenti dell’agricoltura (-1,6%), che ha registrato la flessione più marcata tra le diverse aree territoriali, dell’industria (-0,4%) e dei servizi finanziari, immobiliari e professionali (-0,6%).

Nel Centro la crescita del valore aggiunto è risultata relativamente diffusa tra i principali comparti produttivi. L’incremento più sostenuto ha interessato le costruzioni (+4,0%), seguito da quello dall’Industria (+1,6%), mentre l’agricoltura (+0,2%) e i servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,1%) hanno mostrato una dinamica più moderata. In calo, invece, il valore aggiunto nel comparto del commercio e dei trasporti (-0,2%) e negli altri servizi (-0,4%).

Nel Mezzogiorno la crescita economica ha interessato soprattutto il comparto del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni, con un aumento del valore aggiunto dello 0,9%. Andamenti particolarmente positivi si sono osservati anche nel settore dei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,7%) e nell’agricoltura (+1,0%), dato quest’ultimo in controtendenza rispetto alle regioni del Centro-Nord. Più contenuta è risultata, invece, la dinamica del valore aggiunto nell’Industria (+0,4%) e nelle costruzioni (+0,1%), mentre gli altri servizi hanno mostrato una lieve flessione (-0,2%).

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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