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Solo il 7% dei lavoratori italiani si dichiara felice (ma occhio a mollare tutto)

I dati del Politecnico di Milano. Ma dagli Stati Uniti arriva una storia che fa pensare

Alzi la mano chi, almeno una volta, sconfortato dal proprio lavoro, non abbia esclamato la fatidica frase “ora mollo tutto”. Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, del resto, appena il 7% dei lavoratori italiani si dichiara felice. I motivi sono veloci a dirsi: gli italiani tendono a essere sottopagati e mobbizzati, secondo quanto conferma anche il report della società di analisi americana Gallup. La stessa che certifica che se il 30% denuncia un’intensa sofferenza, non tutti pensano di riuscire a cambiare la situazione: hanno paura di perdere la stabilità, o sono convinti che sia troppo tardi per rimettersi in gioco.

Certo, la ricerca di una nuova posizione e il suo ottenimento dovrebbero avviarsi senza lasciare l’attività lavorativa già consolidata. E prima ancora che ciò accada, per individuare questa via di fuga, sarebbe bene prendersi un momento per riflettere e chiarire con se stessi cosa si desidera davvero.

Di sicuro non bisogna ripetere l’errore commesso da Camryn, una giovane donna che, negli Stati Uniti, si è trasferita a più di 1.000 chilometri da casa per il lavoro dei suoi sogni salvo, una settimana dopo aver iniziato, scoprire di non essere mai stata assunta.

La storia l’ha raccontata lei stessa attraverso i suoi canali social. Un giorno di luglio, la ragazza nativa della Florida ha trovato un lavoro sul web che soddisfaceva tutte le sue richieste. Così si è candidata: ha inviato il suo cv e una lettera di presentazione. E dopo il colloquio telefonico e quello in presenza, andati entrambi brillantemente, la giovane ha organizzato tutto per il trasloco: viaggio di 13 ore e tutto trasportato in un magazzino finché non avrebbe trovato una nuova casa. Fatto sta che, dopo circa una settimana, il suo superiore le ha chiesto se l’ufficio Risorse Umane l’avesse contattata per confermare tutti i dati. Immediatamente, Camryn ha parlato con loro e ha trasmesso la domanda del suo capo. Più tardi la risposa sconvolgente: le risorse umane le hanno spiegato che non avevano configurato alcuna email di lavoro per lei né avevano registrato tutte le sue informazioni nel sistema. Secondo loro, ciò era avvenuto perché non avevano ancora terminato il processo di selezione per la posizione e quindi lei, formalmente, non era mai stata assunta.

A quel punto, Camryn si è rivolta immediatamente al suo capo che le ha detto che doveva esserci stato qualche errore. Ma purtroppo il giorno dopo le risorse umane le hanno confermato che la sua posizione era solo stata presa in considerazione: lei non era mai stata assunta. Il presunto capo? Qualche giorno dopo, ha smesso di risponderle. Soldi, tempo (e un sogno) buttate via in cambio di una lezione in più: mai dire troppo frettolosamente “mollo tutto”.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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