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Morti sul lavoro, Campania “zona rossa”: cantieri edili i luoghi più pericolosi

Dossier di Fedecepicostruzioni: a Napoli e dintorni incidenza di vittime più alta del dato nazionale. Il presidente Lombardi: «Tre proposte per rafforzare la sicurezza»

In Campania l’incidenza dei morti sul lavoro è superiore del 25% rispetto alla media nazionale. Il dato, diffuso da Federcepicostruzioni in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, segnala non solo la gravità del fenomeno ma anche la vulnerabilità del tessuto produttivo e organizzativo soprattutto in settori come quello dell’edilizia.
Il fenomeno di incidenti e morti sul lavoro, comunque, resta ampio e trasversale. Nel 2025, secondo il quadro provvisorio Inail, Centro e Isole hanno registrato un aumento delle denunce di infortunio vicino al 3%. Il Nord-Ovest ha segnato un calo dell’1,4%. Nord-Est e Sud sostanzialmente stabili. Tra le regioni spicca l’incremento del Lazio (+11,7%), seguito dalla Provincia autonoma di Bolzano (+6,6%) e dalla Sicilia (+4,2%). Particolare il caso della Campania che segnala uno degli aumenti più marcati degli infortuni in itinere, pari al +14,2% rispetto al 2024. Sempre nel 2025, inoltre, la Campania risulta tra le regioni col maggior numero di vittime complessive sul lavoro assieme a Lombardia, Veneto, Sicilia, Emilia-Romagna, Piemonte e Lazio. Infine, la Campania rientra tra le regioni in “zona rossa”, con un’incidenza dei morti sul lavoro superiore di oltre il 25% rispetto alla media nazionale fissata a 33,3 decessi per milione di lavoratori.
Il dato della Campania, dunque, si inserisce in un più ampio contesto nazionale in cui i cantieri restano alcuni dei luoghi più esposti al pericolo di incidenti e morti sul lavoro. Secondo il quadro provvisorio Inail relativo al 2025, le denunce complessive di infortunio sono state 597.710, in aumento dell’1,4% rispetto al 2024. Nelle costruzioni l’andamento è particolarmente preoccupante, anche alla luce dell’aumento già segnalato da Federcepicostruzioni sulle rilevazioni più recenti disponibili per il settore.
Ancora più grave il dato relativo agli eventi mortali. Nei primi undici mesi del 2025 le denunce di infortunio con esito mortale sono state 1.010, in crescita dell’1%. E nell’edilizia le cadute dall’alto o in profondità continuano a rappresentare la principale causa di morte, con un’incidenza del 58,3% degli incidenti mortali censiti nel Rapporto Inail-Regioni 2025. A rendere il quadro ancora più pesante sono anche le malattie professionali. Nel solo settore delle costruzioni, le denunce hanno raggiunto quota 16.766, a conferma di un rischio che non si esaurisce nell’incidente immediato ma accompagna nel tempo la salute dei lavoratori.
«Il 28 aprile deve essere prima di tutto un momento di verità – commenta Antonio Lombardi, presidente di Federcepicostruzioni – Non possiamo permetterci che questa giornata si trasformi, ancora una volta, in una commemorazione seguita dall’oblio. Ogni dato ci dice che la sicurezza sul lavoro, soprattutto nei cantieri, ha bisogno di un cambio di passo profondo, serio, immediato». Di qui le proposte di Federcepicostruzioni: controllo digitale degli accessi e delle attività di cantiere; impiego di sensori e dispositivi intelligenti per segnalare cadute, anomalie o prossimità a situazioni di pericolo; monitoraggio in tempo reale di attrezzature e procedure, e percorsi formativi più efficaci, periodici e verificabili. «Ogni incidente evitabile è una sconfitta collettiva – conclude Lombardi – Servono meno inerzia e retorica e più azioni concrete».

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Autrice - Articoli pubblicati: 7

Maria Ludovica, è una studentessa universitaria iscritta alla facoltà di Giurisprudenza presso la LUISS Guido Carli di Roma. Da sempre interessata al diritto del lavoro, ha sviluppato una forte attenzione verso i temi della tutela dei lavoratori, dei diritti sociali e delle dinamiche tra imprese e dipendenti. Il suo percorso di studi è orientato a costruire competenze solide in ambito giuridico, con l'obiettivo di operare nel settore del lavoro, anche in contesti sindacali o istituzionali.

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