179 visualizzazioni 10 min. 0 Commenti

Elezioni Europee 2024, cosa c’è nei programmi dei partiti italiani sul tema lavoro

Elezioni Europee 2024 programmi partiti sul lavoro
Da Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia a Partito Democratico, Stati Uniti d'Europa, Azione, Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Solo una formazione se l'è (quasi) dimenticato del tutto

Tra meno di due settimane, l’8 e il 9 giugno, si andrà a votare per le elezioni Europee. I partiti italiani, che idee propongono sul lavoro?

Programmi alla mano, iniziamo a capirne di più dal partito di maggioranza relativa: Fratelli d’Italia, per la quale si candida anche la premier Giorgia Meloni. Fdi farà parte del gruppo conservatori e riformisti europei e, sul tema lavoro, punta sulla riduzione del “peso amministrativo e burocratico derivante dalle normative europee e l’incremento della formazione scuola-lavoro”. Poi, nel programma, c’è anche la detassazione delle aziende che assumono “basata sul modello italiano del più assumi meno paghi”. Così come la previsione di quote di immigrazione regolare, ritenuta in ogni caso necessaria anche da tutti i partiti di destra per sopperire alla mancanza di forza lavoro europea. Inverno demografico e mismatch sono due parole chiavi che dovranno ricordare qualcosa. Sta di fatto che Fdi punta molto anche sul welfare, col sostegno alle donne in condizione di fragilità che vogliono diventare madri, ma anche investimenti europei per la famiglia e la natalità e la promozione di una “cultura baby friendly”.

Il programma della lista Stati Uniti d’Europa, composta dai radicali, Più Europa di Emma Bonino e Italia Viva di Matteo Renzi e che si rifà al gruppo europeo Renew, punta molto sul lavoro dal punto di vista dei giovani. Nel suo programma, si legge: “L’Unione Europea è l’istituzione che più ha dimostrato di avere a cuore il presente e il futuro delle giovani generazioni attraverso il contrasto all’irresponsabilità fiscale degli Stati che tendono a scaricare il costo del benessere attuale sulle generazioni future ricorrendo al debito. È necessario fare di più: occorrono politiche mirate a promuovere l’imprenditoria giovanile su tutto il territorio dell’Unione, garantendo alle start up l’accesso diretto agli investimenti pubblici europei,
sviluppando piattaforme digitali che mettano in condivisione le opportunità di investimento e di
lavoro oltre i confini nazionali. È necessario, poi, andare verso un mercato europeo unico del lavoro,
introducendo un quadro di regole comuni volte a superare le barriere nazionali alla mobilità dei
lavoratori. Per questo, serve il riconoscimento dei titoli di studio, un accesso alle professioni che favorisca una maggiore armonizzazione dei diritti sociali per superare la disparità tra i diversi sistemi di welfare e un sussidio di disoccupazione europeo attraverso il quale intervenire, in un quadro di un nuovo sistema di investimenti, nelle aree depresse in cui si verificano crisi localizzate”.

Il programma di Azione, il partito di Carlo Calenda che appartiene anch’esso al gruppo liberale di Renew, si impernia sul fenomeno della denatalità europea. Citando i dati Eurostat che prevedono una diminuzione dell’età lavorativa dal 64% del 2022 al 54% del 2100, Azione vede nell’immigrazione lavorativa “l’unica leva su cui l’unione può fare affidamento”. In generale, una manodopera qualificata da reperire estendendo il programma Euraxess, una piattaforma europea che facilita la ricerca di lavoro negli Stati membri per ricercatori universitari e che Azione vorrebbe allargare al settore privato. Sempre con lo stesso intento, poi, il partito di Calenda propone anche la semplificazione dei procedimenti di richiesta di visto sul modello del Regno Unito e l’aumento dei finanziamenti a programmi di ricerca che portino in Europa persone con conoscenze in ambiti strategici, come per esempio il campo dell’intelligenza artificiale. Per la corsa alle europee, il partito di Calenda propone di “trasformare il tema dell’immigrazione in una competenza europea per coniugare il rispetto dei confini esterni dell’Unione, la solidarietà nei confronti di chi ha bisogno e l’attuazione di politiche di sostegno al lavoro”.

Capitolo Forza Italia, il partito che in Europa si inserisce nel  Partito Popolare Europeo. All’interno del più ampio cappello della libertà di impresa, il partito fa cenno a “un piano di investimenti per l’occupazione europea di qualità”: mobilitazione di risparmi privati più semplice e contrasto alla disoccupazione giovanile e femminile, tutelando la maternità. Anche Forza Italia spinge verso l’acquisizione di un “lasciapassare europeo” che favorisca la mobilità del lavoro.

Nel documento programmatico del Movimento 5 stelle, unico partito italiano non apparentato con alcuna area politica europea, in materia di intelligenza artificiale, propone una commissione speciale che analizzi e valuti i suoi impatti economici e sociali: “E’ vero che nasceranno nuove figure professionali” si legge nel testo “ma tantissime altre rischiano di sparire”. La proposta si inserisce nel quadro più ampio di un diritto di cittadinanza europeo, una sorta di versione allargata di uno dei cavalli di battaglia che il partito ha sostenuto in Italia: riduzione degli orari di lavoro, integrazione del reddito al lavoro, una forma universale di reddito di base. Sul versante del lavoro precario, poi, il partito di Giuseppe Conte propone una “Direttiva dignità” che trova la sua origine nel Decreto Dignità italiano: più misure finalizzate a ridurre il lavoro precario, come l’eliminazione del rinnovo continuo dei contratti a tempo determinato e più oneri in capo alle aziende al momento dell’assunzione. Dare una motivazione per la stipula di un contratto temporaneo ad esempio. Nel documento si citano poi il salario minimo e una direttiva sulla settimana corta, che porti a un miglior equilibrio tra lavoro e vita privata delle persone. Una settimana di 32 ore articolata concedendo ai lavoratori strumenti di welfare aziendale pari alle ore a cui hanno rinunciato, ovvero le 8 restanti per completare le 40 ore settimanali attuali. Per le donne poi il partito introdurrebbe misure che scoraggino il lavoro part-time involontario.

Il Partito Democratico corre alle europee nella coalizione europea dei socialisti e democratici. “Lavoro” e “povero” non possono più stare nella stessa frase”, si legge nell’introduzione al tema nel documento programmatico. Come i Cinque stelle, anche il Pd propone una direttiva sui salari minimi e una direttiva sui “salari equi” che contrastino la precarietà del mondo del lavoro attuale. Il partito appoggia anche la sperimentazione della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Come per i giovani, per cui il partito chiede l’abolizione degli stage gratuiti in tutta Europa. Ad accompagnare la già presente Garanzia giovani, una misura volta alla prevenzione della disoccupazione giovanile in Italia, il partito di Elly Schlein propone poi una Garanzia Universale per il lavoro, un’assicurazione sul posto di lavoro a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici di tutte le età. Per quanto riguarda l’impatto del lavoro sulla genitorialità, infine, per il Pd, il congedo alla nascita di un figlio dovrebbe essere paritario tra i genitori e definito in 5 mesi pienamente retribuiti.

Con la coalizione Alleanza Verdi e Sinistra, alle europee corrono anche Europa Verde e Sinistra Italiana. Tra le sue proposte più concrete, il contrasto al cosiddetto “dumping sociale”. L’Unione Europea lo definisce come “l’ampia gamma di pratiche intenzionalmente abusive e l’elusione della legislazione europea e nazionale vigente (comprese le leggi e i contratti collettivi universalmente applicabili), che permettono lo sviluppo di una concorrenza sleale riducendo illegalmente i costi operativi e legati alla manodopera e danno luogo a violazioni dei diritti dei lavoratori e allo sfruttamento di questi ultimi”. Un contrasto che dovrebbe essere portato avanti, secondo Avs, a livello comunitario, con l’aumento dei salari e l’eliminazione del divario retributivo di genere. Tra le proposte anche la definizione di uno statuto europeo del lavoro, e la riduzione della settimana lavorativa a parità di salario.

Infine, la Lega: nel programma del partito che si iscrive il gruppo di estrema destra Identità e Democrazia ha pubblicato, non si esplicitano chiaramente proposte sul tema del lavoro. Ma il partito di Salvini ne parla indirettamente quando fa cenno alla “fine delle politiche di austerità” sostenendo “l’aumento del potere di acquisto e la piena occupazione”.

Avatar photo
Redazione - Articoli pubblicati: 639

Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

Twitter
Facebook
Linkedin
Scrivi un commento all'articolo