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Cosa si sta facendo per tutelare i lavoratori esposti al gran caldo

Con la piattaforma Worklimate che segnala i livelli di rischio, stop al lavoro dalle 12:30 alle 16

Ce ne siamo accorti tutti: anche l’Italia è stata avvolta dalla cappa di super caldo. Purtroppo, è solo l’antipasto di ciò che ci attende per tutta l’estate che è appena iniziata.

Per questo, sono già scattate le misure per difendere soprattutto chi lavora all’aperto, come gli addetti delle ditte edili e i lavoratori agricoli.

Per l’afa record, già quasi tutte le Regioni (16 su 20) hanno varato lo stop al lavoro tra le 12:30 e le 16 quando la piattaforma Worklimate farà scattare l’allarme rosso.

Il Governo, poi, di fatto, ha concesso la possibilità alle aziende di ricorrere agli ammortizzatori sociali come la Cigs per sostenere le interruzioni dell’attività produttiva che si rende necessaria per non mettere a repentaglio la salute dei lavoratori nelle ore più calde. Un meccanismo che cerca di attenuare gli effetti dell’emergenza climatica sull’economia.

Da lunedì scorso, inoltre, è attivo il numero 1500. Si tratta di un numero di pubblica utilità del Ministero della Salute operativo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 con il quale gli operatori forniscono consigli per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, orientano ai servizi sul territorio, fanno consulti medici e danno informazioni sulla tutela della salute dei lavoratori esposti al sole.

Si tratta solo di una parte del Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute che prevede, oltre ai bollettini, un sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera e degli accessi al pronto soccorso.

L’obiettivo è monitorare le persone che si rivolgono ai servizi ospedalieri per motivi legati al caldo in modo da attivare una risposta tempestiva con il cosiddetto “Codice calore” che garantisce un’assistenza differenziata e preferenziale.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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