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Solo il 20% delle imprese italiane vende on line

Lo studio Infocert su dati Istat: dietro al Trentino, sono le isole a puntare maggiormente sull'e-commerce. Ma, intanto, tra un Natale e l'altro, Confcommercio segnala una vera e propria moria di negozi fisici

Se vi state chiedendo come fare i regali di Natale, dovete tenere conto di questo dato: nel nostro Paese, stando a uno studio Infocert (azienda del gruppo Tinexta leader in Europa nei servizi di autenticazione digitale certificata) su dati Istat, tanto per iniziare, il 72,5% delle imprese ha un proprio sito Internet ma solo il 18,9% lo utilizza per vendere i propri prodotti o servizi.

“Sappiamo bene – commenta Carmine Auletta, chief strategy & Innovation Officer di Infocert – che la pandemia ha dato una spinta decisiva al livello di digitalizzazione delle imprese italiane. Sempre più aziende hanno infatti deciso di digitalizzare le transazioni, in special modo nei rapporti con la Pubblica amministrazione, rendendole più efficienti, efficaci e veloci”.

Ma tant⁠’è: nella classifica delle regioni con più aziende online primeggia il Trentino Alto Adige con l’84,6%. Seguono il Veneto (83,3%), l’Umbria (82,4%) e la Lombardia (82,1%). All’ultimo posto, invece, c’è la Calabria (55,3%) preceduta da altre due regioni meridionali: la Puglia (al 56,9%) e la Sardegna (58,2%).

Sta di fatto che ci sono delle sorprese per la graduatoria dell’e-commerce: qui, il Trentino è sempre al primo posto con il 25,9% di aziende del territorio che lo usano. Ma è seguito dalla Sicilia (23,3%) e dalla Sardegna (22,4%). Nelle ultime tre posizioni ci sono, invece, la Toscana (14,4%), la Calabria (13,3) e la Liguria (10,1).

Sempre secondo Infocert, poi, è in Sicilia (56,4%) la percentuale più alta di imprese che dispongono della connessione internet veloce. Un dato ben al di sopra della media nazionale (44,4%). Con solo 3 imprese su 10 dotate di connessione superiore ai 100Mb/s a chiudere la classifica sono, invece, le Marche.

E i negozi fisici, invece? Come se la passano? Per loro, si registra il 31% in meno di librerie e di rivendite giocattoli, il 30,5% in meno di mobilifici e ferramenta, il 21,8% in meno di abbigliamento e calzature e il 10,6% in meno di alimentari. Questo secondo il censimento realizzato dal centro studi di Confcommercio sulla moria dei negozi negli ultimi dieci anni. Tra un Natale e l’altro, tantissime sono le serrande che non si sono più alzate.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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