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L’Italia, il Paese delle diseguaglianze: un operaio vive in media cinque anni in meno di un dirigente

Secondo il Rapporto annuale dell'Inps, resiste anche il gender gap: il 52% dei pensionati è rappresentato da donne alle quali, però, viene destinato solo il 44% dei 322 miliardi di spesa per i trattamenti di fine lavoro

Gli operai hanno un’aspettativa di vita di 67 anni, ben cinque di meno rispetto a quella dei dirigenti. Lo dice il ventiduesimo Rapporto annuale dell’Inps illustrato ieri alla Camera sottolineando la differenza tra chi era nel Fondo lavoratori dipendenti nel primo quintile di reddito (con 16 anni di speranza di vita) e chi era nel quintile di reddito del Fondo dirigenti Inpdai (con 20,9 anni).

“Queste differenze nella speranza di vita in base al reddito – sottolinea l’Inps nella relazione – si scontrano con l’utilizzo di un coefficiente di trasformazione unico per il calcolo della pensione che risulta fortemente penalizzante per i soggetti meno abbienti il cui montante contributivo viene trasformato in una pensione più bassa di quella che otterrebbero se si tenesse conto della loro effettiva speranza di vita. Viceversa, i più abbienti ottengono pensioni più elevate di quelle che risulterebbero da tassi che tengono conto della effettiva durata media della loro vita”.

Anche a livello territoriale le differenze nella speranza di vita sono significative. Per gli uomini, la speranza di vita è massima si registra nelle Marche e in Umbria (18,3 anni); per le donne nel Trentino Alto Adige (21,6). Per entrambi i sessi, invece, è minima in Campania (17 anni per gli uomini e 19,6 per le donne) e in Sicilia (17,1 per gli uomini e 19,7 per le donne).

Ma non è tutto: il Rapporto annuale dell’Inps fa emergere anche come continui ad essere accentuato il cosiddetto gender gap (ne abbiamo parlato anche qui). Il 52% dei pensionati è rappresentato da donne alle quali viene però destinato solo il 44% dei 322 miliardi di spesa per trattamenti pensionistici: il 56% va agli uomini con assegni del 36% superiori a quelli delle lavoratrici. In media vanno 1.932 euro ai primi e 1.416 alle seconde.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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