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Il Premio Nobel per l’Economia alla studiosa delle discriminazioni che subiscono le lavoratrici

Claudia Goldin, dal Bronx al gender pay gap (e all'impatto della pillola e dei cognomi sulle carriere professionali)

Il premio Nobel per l’Economia 2023 è andato a Claudia Goldin, la storica dell’economia nata a New York emblema di una problematica che soprattutto da dopo la pandemia è al centro dell’attenzione: quella della disparità di trattamento che sussiste tra lavoratori e lavoratrici (l’ultima volta ne abbiamo parlato qui).

La motivazione del prestigioso premio dell’Accademia Reale svedese delle Scienze (che vale 11 milioni di corone svedesi) è questa: “Per aver fatto progredire la nostra comprensione dei risultati del mercato del lavoro femminile”. Goldin, si legge ancora nelle motivazioni, ha scoperto i fattori chiave delle differenze di genere nel mercato del lavoro. Ma la sua ricerca, in realtà, copre un’ampia gamma di argomenti, tra cui la forza lavoro femminile, il divario di genere nei guadagni, la disuguaglianza di reddito, il cambiamento tecnologico, l’istruzione e l’immigrazione.

La maggior parte delle sue indagini interpreta il presente attraverso la lente del passato ed esplora le origini dei problemi attuali. Alcuni tra i suoi studi più influenti hanno riguardato la storia della ricerca della carriera e della famiglia da parte delle donne, la coeducazione nell’istruzione superiore, l’impatto della “pillola” sulle decisioni femminili in materia di carriera e matrimonio, i cognomi delle donne dopo il matrimonio come indicatore sociale, le ragioni per cui le donne sono ora la maggioranza degli studenti universitari e il nuovo ciclo di vita dell’occupazione femminile.

Nata nel 1946 e cresciuta nel Bronx, Goldin insegna Economia all’Università di Harvard, è la prima donna a cui è stata offerta la cattedra in quel dipartimento. Inoltre, è co-direttrice del Gender in the Economy Study Group del National Bureau of Economic Research ed è stata direttrice del programma Development of the American Economy del Nber dal 1989 al 2017.

Eppure, da bambina, Goldin era decisa a diventare archeologa e successivamente è stata attratta dalla batteriologia. Invece, dopo aver conseguito la laurea in Economia alla Cornell, è entrata nel programma di dottorato in Economia dell’Università di Chicago con l’intenzione di studiare l’organizzazione industriale. Dopo la laurea, ha insegnato all’Università del Wisconsin-Madison, all’Università di Princeton e all’Università della Pennsylvania prima di entrare, nel 1990, nel dipartimento di Economia dell’Università di Harvard.

La studiosa americana è stata presidente dell’American Economic Association nel 2013/2014 e presidente dell’Economic History Association nel 1999/2000. È membro di numerose organizzazioni, tra cui l’American Academy of Political and Social Science, la Society of Labor Economists, l’Econometric Society e l’American Academy of Arts and Sciences. E fa parte anche della National Academy of Sciences.

È autrice e curatrice di numerosi libri, tra cui “The Race between Education and Technology” (con L. Katz; Belknap Press, 2008, 2010), vincitore del R.R. Hawkins Award 2008 e “Career & Family: Women’s Century-Long Journey toward Equity” (Princeton University Press), pubblicato nell’ottobre 2021.

Goldin è la terza donna a vincere il Premio Nobel per l’Economia (istituito solamente dal 1968) dopo la politologa e scienziata americana Elinor Ostrom nel 2009, ed Esther Duflo (assieme ad Abhijit Banerjee e Michael Kremer) nel 2019.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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