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Perchè l’Europa è stata, è e sarà essenziale per il mondo del lavoro

Lo hanno spiegato con uno scritto a loro firma Paolo Gentiloni e Nicolas Schmit, rispettivamente commissario europeo dell'Economia e dell'Occupazione e dei Diritti sociali. Indicando come, dopo la prova della pandemia, un'altra Ue sia possibile

Paolo Gentiloni e Nicolas Schmit, rispettivamente commissario europeo dell’Economia e dell’Occupazione e dei Diritti sociali, hanno di recente ricordato attraverso le pagine di Repubblica come il ruolo dell’Unione Europea sia stato (e sia) fondamentale per salvaguardare il lavoro.

“All’epoca del Covid, quattro anni fa – hanno scritto – il mercato unico europeo si trovò di fronte al rischio di una grande frattura: i Paesi più ricchi potevano spendere tutto il necessario per proteggere i propri lavoratori e le proprie imprese, ma che dire di quelli con elevato debito pubblico? Le tensioni tra Nord e Sud, amara eredità della crisi dell’euro, non erano ancora state sopite: le ragioni della solidarietà europea erano chiare, ma non facili da tradurre in azioni comuni”.

La svolta arrivò dopo una riunione in videoconferenza durata diciotto ore, hanno ricordato i componenti del governo di Bruxelles: i ministri delle Finanze dell’Ue avevano approvato un ampio pacchetto di misure di sostegno economico. Il fulcro era Sure, un programma innovativo da 100 miliardi di euro che consentiva alla Commissione europea di raccogliere denaro sui mercati per concedere prestiti agli Stati membri a tassi favorevoli. Questi prestiti sono serviti a finanziare programmi come, in Italia, la cassa integrazione.

“Sure – hanno rimarcato Gentiloni e Schmit – è durato fino a fine 2022 e il suo impatto è stato notevole. Ha sostenuto circa 31,5 milioni di lavoratori dipendenti e autonomi e più di 2,5 milioni di imprese, soprattutto Pmi, nei 19 Paesi dell’Ue che ne hanno fatto richiesta. In Italia, si stima che, grazie a questo strumento, siano stati salvati nel 2020 fino a quasi 500 mila posti di lavoro”.

Ma non è tutto: i due commissari europei hanno sottolineato che Sure “ha contribuito anche a spianare la strada a NextGenerationEu, il programma di finanziamento da 800 miliardi di euro che ora sostiene investimenti e riforme in tutta l’Unione. Entrambi hanno svolto un ruolo fondamentale nel garantire che la nostra economia potesse riprendersi rapidamente dallo shock del Covid, evitando una crisi socioeconomica ancora più profonda”.

Sta di fatto che “dopo la pandemia, il mercato del lavoro europeo ha continuato a evolversi. Il basso livello di disoccupazione maschera una persistente carenza di manodopera e di competenze. Il modello europeo di economia sociale di mercato ha superato la prova del tempo, ma le massicce trasformazioni economiche e demografiche che stiamo affrontando rappresentano una sfida enorme”.

Ora: per avere successo, queste transizioni – è stato il punto di Gentiloni e Schmit – devono essere inclusive.

“Le parti sociali, datori di lavoro e sindacati, hanno un ruolo fondamentale da svolgere. Il piano d’azione della Commissione europea per affrontare la carenza di manodopera e di competenze, adottato questo mese, include importanti impegni delle parti sociali per affrontare le cattive condizioni di lavoro e potenziare la formazione”.

“È evidente la necessità di colmare il divario di competenze – hanno fatto presente il commissario italiano e quello lussemburghese – Tre quarti delle imprese dell’Ue, soprattutto le Pmi, dichiarano di avere difficoltà a trovare lavoratori con le competenze richieste. Dobbiamo garantire che le imprese possano accedere ai talenti di cui hanno bisogno e che i lavoratori in tutte le fasi della loro carriera possano trovare posti di lavoro di qualità. Ciò richiederà un enorme investimento nel capitale umano. Gli Stati membri stanno investendo circa 65 miliardi di euro in Italia, più di 21 miliardi dei loro fondi Ue in programmi per le competenze, per lo più da NextGenerationEu e dal Fondo sociale europeo Plus”.

Ma anche le aziende hanno un ruolo chiave nell’individuare le carenze di competenze attuali e future: “Il Patto per le competenze, un’iniziativa pubblico-privata lanciata dalla Commissione nel 2020, sta dando buoni risultati: già 3,5 milioni di persone hanno beneficiato di programmi di formazione, con 310 milioni di euro investiti per l’aggiornamento e la riqualificazione. I membri del Patto si sono impegnati a formare più di 25 milioni di persone entro il 2030. Tuttavia – hanno fatto presente i commissari – colmare il divario di competenze non basterà per risolvere la carenza di manodopera in Europa. Dobbiamo considerare anche le condizioni di lavoro in modo da rendere più attraenti alcuni settori come l’assistenza a lungo termine, l’assistenza sanitaria e il trasporto su gomma”.

“Troppi lavoratori in Europa non hanno ancora un salario dignitoso, la sicurezza del posto di lavoro, l’equilibrio tra lavoro e vita privata o le pari opportunità. La presidenza belga del Consiglio dell’Ue ha convocato per il 15 e 16 aprile un vertice in cui le istituzioni e i governi, le parti sociali e la società civile riaffermeranno il loro impegno ad attuare il Pilastro europeo dei diritti sociali, i cui 20 principi mirano a migliorare le condizioni di vita e di lavoro e a pianificare le azioni future. Ma una buona notizia è che si prevede che i salari continueranno ad aumentare nei prossimi trimestri, consentendo ai lavoratori di recuperare almeno una parte del potere d’acquisto perso, senza alimentare l’inflazione. Sostenendo i consumi, ci aspettiamo che questo recupero salariale sia un fattore chiave per la ripresa della crescita del Pil nella seconda metà di quest’anno e nel 2025”.

“È sempre stato chiaro – hanno concluso, infine, i rappresentanti di Bruxelles – che Sure e NextGenerationEu, nati da una crisi senza precedenti, sarebbero stati strumenti una tantum. Ma è altrettanto chiaro che le esigenze di investimento che l’Europa deve affrontare, che si tratti di lavoro, transizione verde e digitale o difesa, rendono i nuovi strumenti di finanziamento comuni una priorità assoluta per la prossima Commissione europea”.

 

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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