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La lettera dei commercialisti alla ministra Calderone per utilizzare il Siisl

Datori di lavoro e intermediari potrebbero pubblicare sulla piattaforma le offerte di lavoro relative alle assunzioni per le quali intendono usufruire di benefici contributivi. Ma ci sono dei problemi

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha inviato una lettera al ministro del lavoro Marina Calderone con la quale chiede una soluzione per fermare la disparità di trattamento tra professionisti per l’accesso alla piattaforma Siisl, il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa).

Il presidente dei commercialisti Elbano de Nuccio chiede un “chiarimento ufficiale e operativamente dettagliato” in merito alle modalità con cui i professionisti possono accedere alla piattaforma in qualità di intermediari, pubblicare offerte di lavoro e gestire le vacancy per conto dei datori di lavoro assistiti.

Il punto di partenza è la nota 6253 del 30 marzo 2026. A partire da quella data, datori di lavoro e intermediari possono pubblicare sul Siisl le offerte di lavoro relative alle assunzioni per le quali intendono usufruire di benefici contributivi.

“Ma, nonostante ciò – si legge nella lettera del Consiglio nazionale – si è riscontrato che la piattaforma, nella sua attuale configurazione, non garantisce ai commercialisti la possibilità di operare in qualità di intermediari abilitati per conto dei propri clienti in modo chiaro, strutturato e operativamente agevole. In particolare, l’accesso al portale con il profilo “Azienda o altro delegato” richiede che il professionista risulti previamente associato all’azienda cliente sul portale Servizi lavoro del ministero attraverso una procedura di delega formale”.

Nella lettera viene evidenziato che il manuale utente Siisl “non fornisce chiare indicazioni sulle modalità operative di tale procedura per i soggetti abilitati ai sensi della legge n. 12/1979, né chiarisce se e in che misura i dottori commercialisti e gli esperti contabili possano accedervi con le stesse modalità riconosciute ad altre categorie di intermediari. Il che non può essere ricondotto a una mera imperfezione tecnica di avvio, suscettibile di fisiologica correzione nel tempo. Esso è piuttosto il riflesso diretto di una scelta metodologica che questo Consiglio nazionale non può non stigmatizzare”.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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