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Lotta al caporalato, l’iniziativa delle prefetture di Grosseto e Siena

Per tutelare aziende e lavoratori, le due istituzioni hanno firmato un patto intitolato "Codice etico agricoltura". Il plauso del governo

A Grosseto e Siena, le prefetture si alleano per combattere in maniera più efficace il caporalato e ogni forma di sfruttamento lavorativo nel settore agricolo.

Ieri, Paola Berardino e Valerio Massimo Romeo, i prefetti dei due capoluoghi toscani, hanno firmato un protocollo d’intesa dal titolo assai significativo: “Codice Etico Agricoltura”.

Ma, in pratica, cosa comporta quest’iniziativa sottoscritta anche dai presidenti delle rispettive Province e dalle forze di Polizia?

C’è da dire anzitutto che l’intesa nasce dal lavoro svolto nell’ambito del Comitato interprovinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, della task force interprovinciale dedicata ai controlli nel comparto agricolo e dagli approfondimenti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro.

Sono sostanzialmente quattro gli obiettivi che si vogliono raggiungere attraverso il protocollo.

Il primo consiste nell’introduzione di specifici strumenti di autodichiarazione e controllo nell’ambito degli appalti agricoli.

Il secondo è l’istituzione di una white list delle cosiddette “aziende senza terra”.

Il terzo è il potenziamento dell’azione delle Sezioni Territoriali della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.

Il quarto, la promozione di iniziative formative rivolte ai lavoratori e agli operatori del settore.

“L’accordo rappresenta un importante segnale di unità istituzionale a tutela dei lavoratori e delle imprese che operano nel rispetto delle norme, con l’obiettivo di favorire l’emersione delle irregolarità nei processi di intermediazione della manodopera e di garantire il pieno rispetto dei diritti retributivi e previdenziali”, hanno dichiarato i due prefetti sottolineando il valore della condivisione dell’iniziativa anche da parte della Regione Toscana, quale ulteriore impulso alla promozione della legalità e della dignità del lavoro.

L’iniziativa ha avuto il plauso anche della ministra del Lavoro Marina Calderone: “Desidero rivolgere il mio più sentito apprezzamento ai Prefetti di Siena e Grosseto per aver stipulato un modello virtuoso di prevenzione e contrasto al lavoro sommerso e al caporalato in agricoltura. Un percorso di cooperazione interistituzionale che, come Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, insieme all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, abbiamo sempre convintamente sostenuto”.

La ministra ha poi aggiunto: “I risultati nella lotta al caporalato e allo sfruttamento lavorativo si ottengono solo attraverso una sinergia operativa e costante tra lo Stato, gli enti previdenziali, la rete dei Prefetti e il territorio. Il Governo Meloni sta dimostrando nei fatti, con l’innalzamento dei controlli e l’inasprimento dei protocolli di tutela, di non tollerare alcuna forma di precarizzazione della dignità dei lavoratori. È prioritario rafforzare sempre più il sistema di legalità che tutela le aziende sane e chi lavora rispettando le norme. Il Governo Meloni non fa proclami, ma fornisce strumenti concreti ai territori”.

 

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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