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Troppo caldo: i rider tornano a scioperare

Questa volta l'agitazione riguarda Roma: venerdì i ciclo fattorini incroceranno le braccia

I rider tornano a scioperare. Dopo le iniziative di qualche giorno fa in centri come Bologna, Firenze e Milano, questa volta tocca alla capitale vedere i suoi fattorini incrociare le braccia. Venerdì 31 luglio i rider della capitale lavoreranno a singhiozzo per far valere i loro diritti: non possono essere spremuti anche in piena estate, con temperature roventi.

La Cgil di Roma e Lazio e il Nidil Cgil di Roma e Lazio quindi hanno proclamato l’agitazione generale del settore del food delivery e dei servizi di recapito, lanciando un presidio di protesta a partire dalle 9:30 in Piazza Re di Roma.

Al centro della mobilitazione c’è la disattenzione delle norme di sicurezza da parte delle multinazionali del settore.

“Nonostante l’ordinanza della Regione Lazio vieti espressamente le attività ad alto rischio termico nelle ore più calde della giornata, le piattaforme digitali continuano a ignorare le disposizioni regionali, senza prevedere alcuna misura di prevenzione, supporto idrico, punti di ristoro o forme di indennizzo per i lavoratori” hanno detto Cgil e Nidil.

I rider, secondo le organizzazioni sindacali, si trovano costretti a “una scelta inaccettabile tra salute e salario” senza nemmeno essere davvero liberi di gestire gli orari poiché “chi decide di fermarsi per proteggersi dal calore rischia di essere penalizzato dagli algoritmi che regolano l’assegnazione dei turni e delle consegne”.

La proposta avanzata alla Regione Lazio, quindi, è di introdurre strumenti specifici di sostegno al reddito dedicati alle categorie attualmente escluse dagli ammortizzatori sociali tradizionali. E comunque: con questo, si rivendica anche il “pieno riconoscimento del lavoro subordinato, con il diritto alle ferie, alla malattia, a un salario dignitoso e a tutele efficaci contro le emergenze climatiche”.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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