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Lavorare significa (anche) faticare. E non è uno scandalo

Lo sforzo è insito in ogni mansione. Ed è un bene, perché ci fa dare il meglio di noi stessi

Inutile girarci attorno: lavorare significa anche faticare. Non tutti si svegliano la mattina con la voglia matta di raggiungere il proprio posto di lavoro. Qualche dato, per uscire da ciò che può sembrare una banale considerazione da bar: al 54% dei lavoratori italiani è capitato almeno una volta di soffrire di ergofobia: è la paura di andare al lavoro. Stando al Censis, poi, per il 64,4%, i social veicolano un’idea sbagliata e fuorviante del lavoro. Un lavoratore su cinque, infine, soffre della sindrome dell’impostore e dubitano dunque delle proprie capacità.

E insomma: Mario Calabresi, nel suo “Alzarsi all’alba”, l’ha messa così: “Ho visto la fatica passare di moda. I genitori augurarsi che i figli ne fossero liberati o vaccinati, come qualcosa da evitare, da rifuggire ogni volta che fosse possibile. Ho visto la parola ‘fatica’ assumere un significato solo negativo e scomparire dal vocabolario quotidiano”.

Ma se, invece, il senso della fatica facesse tutto sommato bene?

La piattaforma Torcha ha sottolineato che negli ultimi anni esperti e medici hanno individuato sintomi e caratteristiche di una condizione chiamata ergofobia, una condizione in cui il solo pensiero di lavorare o di trovarsi in un ambiente professionale genera una profonda angoscia. Chi vive questa situazione, correlata a bassa autostima, ha paura del fallimento e non trova piacevole neppure il confronto con colleghi o superiori.

C’è, però, un lato nascosto, proprio come afferma Calabresi nel suo libro, riguardante la fatica. Per l’ex direttore di Repubblica, è utile per crescere e migliorarsi, a qualsiasi età. La fatica non deve essere per forza vista come il culmine di una situazione lavorativa di stress. Piuttosto come una situazione più ordinaria di quanto non si pensi, nella quale la persona è concentrata sul proprio lavoro, cerca di svolgerlo nel miglior modo possibile. La fatica comporta, certamente, anche sforzi oltre il “dovuto”, significa intraprendenza e spirito di collaborazione con i colleghi per un obiettivo comune.

Anche l’Intelligenza artificiale non fa scappare da questa condizione, non cambia lo scenario: “Chi dice che gli ha cambiato la vita spesso la usa nel modo sbagliato, perché i software richiedono comunque impegno e… fatica”.

 

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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