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Si risparmia davvero se si sceglie di vivere fuori dai centri città (ma più lontano dai posti di lavoro)?

L'indagine della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media Impresa

Meglio abitare lontano dai grandi centri, in modo da risparmiare sulla casa. Ma se poi si deve raggiungere tutti i giorni una sede di lavoro che si fa più distante?

I conti sono venuti al pettine della Cna, la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media Impresa.

In uno studio si è concentrata sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro e ha capito come la crescente distanza tra luoghi di residenza e luoghi di lavoro e dagli spostamenti obbligati che ne derivano finiscano per pesare lo stesso sui bilanci familiari: “Sempre più persone sono costrette ad allontanarsi dai grandi centri urbani per trovare abitazioni a prezzi sostenibili, ma il risparmio sull’affitto viene spesso eroso dall’aumento delle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro”. Molte persone, inoltre, per questi spostamenti sono costrette a usare l’auto anche a causa della mancanza di una rete di mezzi di trasporto pubblico adeguata.

Ma di che cifre stiamo parlando? Secondo la Cna, risparmiare 300 euro al mese di affitto può costare oltre 2mila euro all’anno tra carburante, manutenzione e spostamenti. In alcune città, emerge dall’analisi, il 90% del risparmio viene assorbito dalla mobilità.

Secondo Cna, “oltre la metà del beneficio ottenuto sull’affitto rischia di essere assorbito dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro”.

Ma è anche vero che i numeri sono diversi in base ai territori in cui si vive e si lavora. Per le grandi aree metropolitane, il trasferimento nei comuni intorno alla città, continua a garantire un vantaggio economico significativo dal punto di vista delle abitazioni. Tuttavia, sottolinea la Cna, se si considerano gli spostamenti per andare al lavoro questo vantaggio è “molto inferiore rispetto a quello che appare a prima vista”.

A Milano, spostando la residenza fuori i Bastioni mediamente si risparmiano circa 5.400 euro l’anno sul canone di locazione ma oltre 2.300 euro, però, vengono assorbiti dai maggiori costi di mobilità.

A Roma, il risparmio teorico sull’affitto sfiora i 4.800 euro l’anno, ma il costo aggiuntivo degli spostamenti supera i 2.200 euro e il vantaggio effettivo si riduce a circa 2.600 euro.

“Nelle città medie il quadro è ancora più critico”, avverte la Cna. A Bari, Napoli, Perugia e Ancona, infatti, il risparmio sull’affitto viene assorbito per oltre due terzi dalle spese di mobilità.

Peggio stanno poi gli artigiani e le piccole imprese che operano ogni giorno sul territorio. Alcuni professionisti, infatti, non si limitano a raggiungere il posto di lavoro ma si devono anche spostare durante le ore in servizio: il lavoro stesso, in molti casi, si svolge in movimento tra clienti, cantieri, fornitori e interventi di assistenza.

Dario Costantini, presidente Cna, ha commentato: “Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti, servono risposte coordinate. Oltre alle politiche abitative, sono necessari interventi sul piano delle infrastrutture e per alzare quantità e qualità dell’offerta di trasporto pubblico locale”.

Come dire: lo smart working non salva tutti.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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