3 visualizzazioni 4 min 0 Commenti

Neolaureati, più posti di lavoro ma stipendi al palo

Lavoro laureati più ricercati
Il Rapporto Almalaurea: a un anno dal titolo, la retribuzione mensile netta in media è 1.491 euro nel primo livello e 1.495 euro nel secondo
Il 28esimo Rapporto Almalaurea su Laurea e Occupazione sottolinea come i giovani non cerchino un lavoro “qualsiasi” ma uno che lasci loro anche del tempo libero e che garantisca uno stipendio adeguato al livello di studio raggiunto. Quest’ultimo obiettivo, però, il più delle volte non è raggiunto.
Perché sono diventati di nuovo troppo choosy, per parafrasare l’ex ministra del lavoro Elsa Fornero?
Questo dipende dai punti di vista. Fatto sta che i laureati italiani sono diventati sempre più attenti e selettivi per Almalaurea.
Focalizzandosi sugli esiti occupazionali di 700mila laureati di primo e secondo livello, il quadro, secondo la ricerca, è in “generale miglioramento”.
A un anno dal titolo, il tasso di occupazione ha raggiunto l’81,2% tra chi ha conseguito una laurea di primo livello e l’80,8% nel secondo livello (rispettivamente +2,6 e +2,2 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente). A cinque anni dalla laurea, l’occupazione ha sfiorato o superato il 90%, toccando il 91,7% nel primo livello e il 94,4% nel secondo.
Parallelamente, il tasso di disoccupazione a un anno è sceso al 9,2% nel primo livello e al 9,3% nel secondo. A cinque anni dal titolo la disoccupazione è scesa fino al 2,6%.
Abbastanza diffuso lo smart working, elemento che dà equilibrio al rapporto tra tempo di lavoro e tempo dedicato alla famiglia. A un anno dal titolo coinvolge il 17,1% di chi ha una laurea di primo livello e sale al 32% tra i laureati di secondo livello, con valori ancora più elevati a cinque anni dalla laurea (fino al 37,6% nel secondo livello).
Permane, infine, un certo disallineamento tra studi e lavoro: la quota di chi, nel proprio impiego, utilizza poco le competenze acquisite all’università e svolge un’attività per cui il titolo non è formalmente richiesto: a un anno dal titolo riguarda il 39,4% di chi ha una laurea di primo livello e il 32,5% del secondo livello, e a cinque anni resta stabile nel primo livello (39,2%) mentre scende al 25% nel secondo.
Le notizie peggiori, però, arrivano dal fronte degli stipendi. A un anno dalla laurea, evidenzia il Rapporto, la retribuzione mensile netta si è attestata in media a 1.491 euro nel primo livello e a 1.495 euro nel secondo; al netto dell’inflazione, le retribuzioni reali sono, dunque, risultate in lieve calo (-1,4% e -0,9%). Il divario si recupera con il tempo: a cinque anni dal titolo si è saliti a 1.796 euro (primo livello) e 1.903 euro (secondo livello).
La direttrice di AlmaLaurea, Marina Timoteo, ha osservato: “Il rapporto AlmaLaurea 2026 su laurea e occupazione segnala un dato che già da qualche anno è alla nostra attenzione: lo sguardo di laureate e laureati sul lavoro è uno sguardo attento e selettivo, e ha precise direzioni sul piano valoriale. Non sono più solo carriera e guadagno a contare: hanno acquisito rilevanza sempre maggiore aspetti connessi alla qualità del posto di lavoro un tempo ritenuti secondari, come il tempo libero, la flessibilità dell’orario di lavoro, la qualità delle relazioni con i colleghi, l’essere partecipi di processi lavorativi che generano utilità sociale”.
Avatar photo
Redazione - Articoli pubblicati: 1

Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

Twitter
Facebook
Linkedin
Scrivi un commento all'articolo