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In pensione gli uomini hanno un assegno del 30% più sostanzioso rispetto a quello delle donne

Gli ultimi dati del monitoraggio sui flussi di pensionamento dell'Inps confermano il gap di genere

Il gap di genere è un fenomeno che si sconta anche quando si arriva alla pensione. Lo conferma anche l’ultimo monitoraggio sui flussi di pensionamento dell’Inps: le pensioni con decorrenza nel primo trimestre dell’anno liquidate dall’istituto nel complesso, compresi gli assegni sociali, sono state 211.524 per 1.285 euro medi al mese, ma l’importo liquidato in media alle donne è stato del 30,9% inferiore a quello liquidato agli uomini con 1.060 euro medi a fronte dei 1.534 liquidati ai pensionati.

Tutto questo, naturalmente, è figlio del fatto che, in termini monetari, le donne guadagnano in media circa 8.000 euro in meno all’anno rispetto agli uomini (circa 18.305 euro contro 26.227 euro).

Stando allo stesso studio, il divario è aumentato rispetto al 2025 quando si era attestato al 26,25% con 1.051 euro medi per le donne e 1.425 euro medi per gli uomini.

Ma perché tanta disparità?

Il dato risente delle carriere contributive più corte (e a volte assenti) delle donne che più spesso ricevono pensioni ai superstiti oltre che delle retribuzioni in media più basse.

Inoltre, le pensioni anticipate (quelle legate alle carriere contributive più lunghe) liquidate agli uomini nel primo trimestre sono state 38.314 per 2.203 euro medi al mese a fronte delle 17.690 liquidate alle donne per una media di 1.829 euro mensili.

 

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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