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Intelligenza artificiale, a monte si pensa di rallentare ma nelle imprese se ne sente sempre più il bisogno

L'analisi di Unioncamere evidenzia come in Italia già un'impresa su cinque la adotti

Musk e altri big del mondo dell’Intelligenza artificiale vogliono rallentarne lo sviluppo. Ma a che punto è arrivato il suo utilizzo nel sistema produttivo italiano?

Stando a un’analisi di Unioncamere effettuata in collaborazione con Dintec, basata sulle oltre 20.000 rilevazioni realizzate negli ultimi due anni con il SELFI4.0, lo strumento di assessment dei Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio, ormai, l’IA è adottata da una impresa su cinque.

Tra il 2024 e il 2025, la quota di aziende che dichiara di utilizzare soluzioni di IA è passata dal 13,1% al 19,5%, mettendo a segno un balzo di oltre 6 punti percentuali.

In ogni caso, la ricerca mostra un ritmo di adozione diverso tra i settori, fortemente condizionato dalla maturità digitale e dalle capacità organizzative delle imprese.

“L’intelligenza artificiale in Italia è in una fase di prima applicazione nelle aziende – spiega il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli – Per questo vanno accompagnate, soprattutto le imprese più piccole. Il sistema camerale ha messo a disposizione incentivi economici e voucher, strumenti operativi come i laboratori per sperimentare l’IA e specifici percorsi di formazione. Inoltre, sono state attivate una serie di collaborazioni, come quella con l’Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I), per realizzare una rete ampia di consulenze specialistiche adeguate”.

E quindi: se qualcuno pensa di rallentare a monte, a valle si sente sempre più bisogno di nuova tecnologia.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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