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Come utilizzare l’Intelligenza Artificiale come una opportunità di crescita?

Il quesito è stato al centro di uno studio della World Employment Confederation

L’Intelligenza artificiale affascina, ma disorienta. È quanto emerge dalla ricerca internazionale “The Work We Want” realizzata da World Employment Confederation ascoltando manager di 680 realtà Forbes Global 2000 e 35 organizzazioni del settore pubblico. Nello specifico, il 72% dei senior leader crede fermamente nell’impatto positivo delle nuove tecnologie sulle performance del business e il 69% si dichiara fiducioso circa la loro adozione, molto più della forza lavoro che registra un sentiment positivo fermo al 57%.

Daniela Caputo, Direttrice Sales, Marketing e Innovation ManpowerGroup Italia: “L’AI è una potente alleata per le aziende perché accresce le capacità umane piuttosto che sostituirle. Ma per sfruttarne appieno il potenziale saranno necessarie nuove competenze e nuovi modi di svolgere il lavoro. Nonostante questa consapevolezza la maggioranza dei responsabili d’azienda teme di non riuscire a formare i dipendenti abbastanza velocemente per stare al passo con gli sviluppi tecnologici dei prossimi tre anni”.

Una parte dello studio è sulla flessibilità in un mondo che cambia assai velocemente. Il capitolo illustra come l’Intelligenza artificiale generativa rimodellerà radicalmente la forza lavoro, richiedendo competenze tecniche e trasversali per mettere in atto il potenziale offerto dalla tecnologia.

Del resto, già oggi, 8 manager su 10 ritengono che i progressi dell’Intelligenza artificiale richiederanno nuovi approcci. Ma non è mai stato così difficile pianificare il fabbisogno futuro di talenti: il 92% sostiene che nei prossimi due anni avrà necessità di una forza lavoro più flessibile.

Ma qual è la preoccupazione più diffusa? Sempre Daniela Caputo spiega: “Le organizzazioni hanno una visione ancora limitata del potenziale dell’AI in termini di impatto sulle professioni necessarie e sui posti di lavoro creati. Del resto, i modelli di business continuano a evolvere attraverso le nuove tecnologie. E bisogna ripensare le strategie riguardanti il talento. In questo contesto ricopre un ruolo fondamentale l’agilità aziendale, intesa come capacità delle organizzazioni di adattarsi al nuovo mondo e di reimpiegare i lavoratori nei ruoli del futuro”.

Quali potranno essere, quindi, le strategie per costruire questa flessibilità? Si andrà dalla creazione di pool settoriali (91%) all’approccio alle assunzioni basato sulle competenze (89%), dall’utilizzo di piattaforme online (89%) all’aumento dell’uso di lavoratori contingenti (88%), dall’offerta di maggiore flessibilità interna all’assunzione di talenti dall’estero (88%).

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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