4 visualizzazioni 3 min 0 Commenti

Accesso bancario più facile, le novità per tutelare imprese e professionisti dall’usura

Un decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze promuove trasparenza e responsabilità

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha varato un decreto innovativo per facilitare l’accesso al credito bancario a professionisti, microimprese e PMI in difficoltà economiche, scoraggiando il ricorso a canali usurari o illegali.

Il provvedimento, esaminato dalla Ragioneria dello Stato e dalla Corte dei Conti tra marzo e aprile 2026, è in procinto di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Oltre a riorganizzare la dotazione del Fondo antiusura per il 2026, introduce regole rivoluzionarie per i confidi, i consorzi di garanzia collettiva fidi, trasformandoli in veri e propri erogatori diretti di finanziamenti.

La novità principale riguarda il “restyling” dei confidi, che ora possono concedere prestiti fino a 40mila euro per operazione e per impresa, senza obbligo di intermediazione bancaria.

Questo bypassa le garanzie personali tradizionalmente richieste, rendendo il processo più agile per i beneficiari in precarie condizioni finanziarie.

Tuttavia, l’erogazione diretta è limitata al 40% dei contributi disponibili per ciascun consorzio, purché non vincolati al Fondo speciale antiusura al 31 dicembre dell’anno precedente. Tali organismi devono adottare rigidi obblighi di trasparenza: pubblicare sul sito un regolamento dettagliato sui processi di concessione, gestione e monitoraggio del credito, specificando competenze e responsabilità.

La nota integrativa dei bilanci dovrà documentare tutte le operazioni finanziate dal Fondo, illustrandone l’impatto patrimoniale, finanziario ed economico.

Le imprese possono optare per il canale tradizionale bancario, dove il decreto rafforza le garanzie: confidi, associazioni o fondazioni coprono fino all’80% di finanziamenti fino a 150mila euro, con durata massima di 10 anni. La copertura include non solo il capitale, ma anche interessi ordinari, moratori e di mora, offrendo sicurezza agli istituti di credito e incentivi ai richiedenti.

Non tutti, in ogni caso, possono accedere: i beneficiari devono aver rimborsato almeno il 25% di prestiti precedenti, dimostrando affidabilità. Sui finanziamenti dal Fondo antiusura, i confidi applicano una commissione massima dello 0,5% sulla quota garantita (minimo 250 euro) per costi di istruttoria, bilanciando sostegno e sostenibilità.

Il decreto ridistribuisce i 40 milioni di euro stanziati per il 2026: 60% ai confidi e 40% ad associazioni e fondazioni nazionali antiusura, idonee solo se dimostrano onorabilità, professionalità e statuti dedicati alla prevenzione del fenomeno, con attività di tutela, assistenza e informazione.

Questa misura rappresenta un passo concreto contro l’usura, potenziando i confidi come rete di sicurezza per l’economia reale. Favorisce il risanamento delle PMI senza oneri eccessivi, promuovendo trasparenza e responsabilità. In un contesto di crisi persistente, dove il credito resta cruciale per competitività e occupazione, il decreto bilancia protezione sociale e rigore finanziario, evitando derive illegali e sostenendo la ripresa produttiva italiana.

Avatar photo
Redazione - Articoli pubblicati: 1

Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

Twitter
Facebook
Linkedin
Scrivi un commento all'articolo