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“Spazi di lavoro, spazi di benessere”: a Trento la conferenza – spettacolo dell’Agenzia provinciale

La produttività passa anche attraverso le giuste precondizioni. L'iniziativa con Trentino School of Management
A Trento, l’Agenzia del Lavoro della Provincia in collaborazione con TSM – Trentino School of Management, nell’ambito delle iniziative approvate dal Coordinamento provinciale Antimobbing volte a promuovere il benessere organizzativo come dimensione centrale per la qualità del lavoro e la sostenibilità dei contesti professionali, ha organizzato un momento di riflessione e confronto attraverso contributi scientifici, esperienze concrete e un originale spettacolo teatrale, per esplorare il tema del benessere nei contesti di lavoro, con l’intento di promuovere una cultura orientata alla prevenzione del disagio e alla costruzione di ambienti professionali sani, inclusivi e sostenibili.
Si è data vita così a una conferenza-spettacolo, “Spazi di lavoro, Spazi di benessere. Dalle persone alle organizzazioni per costruire contesti di lavoro positivi”.

“La salute, la sicurezza e la serenità di chi lavora sono le fondamenta su cui poggiano la tenuta e la crescita economica del nostro Paese” –  ha sottolineato Achille Spinelli, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore al lavoro – Garantire ambienti sicuri e prendersi cura delle persone non è un costo burocratico né una concessione assistenziale: è un investimento diretto sulla sostenibilità delle nostre imprese. Un’azienda sana, protetta e attenta all’equilibrio tra vita professionale e vita privata è il presupposto essenziale per permettere a ciascuno di lavorare al meglio, innovare ed esprimere il proprio valore. La sicurezza moderna non riguarda solo la prevenzione degli infortuni fisici, ma la tutela integrale della persona. La cura, la salute e la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro devono diventare un presidio concreto e quotidiano di benessere. La produttività non nasce dalla pressione costante o dall’erosione del tempo libero, ma è il risultato naturale di un luogo di lavoro sicuro, flessibile, equo e rispettoso della persona nella sua interezza”.

“Il benessere organizzativo – ha aggiunto Riccardo Salomone, presidente di Agenzia del Lavoro – non va vissuto come un costo, una concessione paternalistica o un lusso per periodi di alta redditività, ma come asset strategico oltre che preciso imperativo giuridico. Un’impresa in cui le persone si ammalano di stress o subiscono pressioni indebite perde competitività sul mercato. Intervenire solo quando si arriva in tribunale significa gestire un fallimento: il danno umano, organizzativo ed economico è già compiuto. La svolta strategica per chi guida le aziende consiste nel passare da una logica difensiva a una proattiva di Risk Management psicologico e organizzativo”.

Francesco Barone, presidente di TSM – Trentino School of Management, ha evidenziato come la responsabilità del benessere non sia soltanto  individuale, bensì una questione di armonia nelle relazioni. Un’armonia che si costruisce mettendo le persone nelle condizioni di esprimersi al meglio nei luoghi di lavoro. “Il benessere organizzativo – ha detto – non coincide semplicemente con l’assenza di disagio o di conflitti. È qualcosa che va costruito e alimentato quotidianamente, attraverso le relazioni, i comportamenti e le scelte che caratterizzano ogni organizzazione. Prevenire il disagio e promuovere il benessere sono infatti due aspetti complementari di una stessa responsabilità: quella di costruire ambienti professionali nei quali le persone possano lavorare in condizioni di rispetto, fiducia e collaborazione, sentendosi parte attiva dell’organizzazione. Investire sul benessere delle persone, significa investire anche sulla capacità di affrontare i cambiamenti, di valorizzare le competenze, di migliorare la qualità del lavoro e, nel caso delle amministrazioni pubbliche, dei servizi offerti alla collettività. Su questo TSM, con Agenzia del Lavoro, è impegnata per puntare ad un cambio di prospettiva: non limitarci a riconoscere e prevenire ciò che non funziona, ma interrogarci su ciò che può far funzionare meglio le organizzazioni”.

Nel corso della conferenza,  il professor Franco Fraccaroli, ordinario di Psicologia del lavoro e dell’organizzazione presso la Facoltà di Scienze Cognitive dell’Università di Trento, ha spiegato come il benessere lavorativo rappresenti una componente fondamentale della qualità della vita delle persone e del buon funzionamento delle organizzazioni. Non coincide semplicemente con l’assenza di stress o disagio, ma comprende la sicurezza economica, la stabilità occupazionale, la qualità delle relazioni e la possibilità di trovare nel lavoro occasioni di crescita, soddisfazione e realizzazione personale.

“La sfida delle organizzazioni moderne – ha aggiunto – è dunque quella di costruire ambienti di lavoro nei quali benessere individuale ed efficacia organizzativa possano rafforzarsi reciprocamente”.

Guido Alessandri, professore ordinario di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all’Università Sapienza di Roma, ha sottolineato come un ambiente sano non sia un luogo in cui tutti sono sempre contenti, ma un luogo in cui si possa dissentire, sbagliare o dire “non ce la faccio” senza perdere dignità. “È un luogo – ha detto – in cui le persone possono esserci interamente, senza lasciare fuori una parte di sé per poter lavorare”.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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