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Padre Brescianini, il monaco che spiega alle aziende come usare l’Intelligenza artificiale

Il suo motto è "prega, studia e lavora: non bisogna avere paura delle nuove tecnologie"

Le strade del Signore sono infinite. E conducono anche lungo i sentieri del mondo del lavoro. Vedere per credere la storia di Padre Natale Brescianini, un monaco benedettino camaldolese che unisce vita monastica, coaching e formazione aziendale, con un’attenzione particolare all’Intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie.

E’ sempre più al centro dell’attenzione perché ha ideato dei veri e propri corsi per le aziende. Come dire: non si vive di solo pane. Né di sola tecnologia.

Ma chi è Padre Brescianini? Nato in provincia di Brescia nel 1971, ha studiato teologia al seminario diocesano bresciano e nel 1996 è entrato nella comunità camaldolese benedettina dell’Eremo di San Giorgio a Bardolino. Dopo la licenza in teologia presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma e una esperienza lavorativa in azienda, dal 2006 sviluppa programmi formativi ispirati alla Regola di San Benedetto per imprese e organizzazioni. Vive all’Eremo di Monte Giove, a Fano, ed è coach accreditato dalla International Coaching Federation.

Il suo approccio, che ha avuto modo di spiegare anche in occasione dell’ultima edizione del Meeting di Rimini, non consiste nel proporre una semplice lezione di spiritualità, ma nell’usare la regola benedettina come chiave di lettura laica per leadership, collaborazione, decisioni e senso del lavoro. I corsi sono rivolti a dipendenti, manager e organizzazioni, e integrano esercizi di coaching, confronto di gruppo e analisi delle dinamiche professionali.

Con l’arrivo dell’Intelligenza artificiale, padre Brescianini ha esteso questa attività alla formazione sulle nuove tecnologie: l’obiettivo è aiutare le imprese a introdurre strumenti digitali senza perdere di vista responsabilità, giudizio umano e qualità delle relazioni. La sua posizione è che una persona “centrata” non deve temere l’IA, ma imparare a usarla con consapevolezza.

Padre Brescianini, così, è sempre più gettonato: il 13 ottobre ha aperto a Savignano sul Rubicone la rassegna “Siamo desiderio, non siamo un algoritmo”, spiegando l’intelligenza artificiale insieme all’ingegner Mauro Tosi, con un focus anche sull’uso dell’IA nella didattica. Il 20 ottobre è intervenuto al Teatro Ristori di Verona, nell’ambito del Festival del Futuro, dialogando con il direttore de L’Arena Massimo Mamoli sui “nuovi cittadini digitali”.

Per padre Brescianini, tecnologia e spiritualità non sono contrapposte: la prima offre strumenti, la seconda aiuta a dare senso alle scelte. La sua formula — “prega, studia e lavora” — riassume un modello formativo che invita imprese e lavoratori a coniugare innovazione, concretezza e ricerca di significato.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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