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Una laurea nelle professioni sanitarie è una garanzia per lavorare

Almalaurea: "A un anno dal titolo, impiegato l’87,9% dei laureati. Si tratta del tasso più alto degli ultimi 18 anni"

L’Italia è un Paese sempre più vecchio. L’età media si alza e, di conseguenza, ci fa diventare sempre più bisognosi di cure mediche.

Così, una laurea nelle professioni sanitarie rappresenta una garanzia di occupazione. Stando al Almalaurea, a un anno dal titolo, lavora l’87,9% dei laureati. Si tratta del tasso più alto degli ultimi 18 anni.

Lo scorso anno, la percentuale era stata dell’84,8%. Nello specifico, a un anno dal titolo quelle con un tasso occupazionale superiore alla media dell’87,9% sono: podologo, dall’87,5% dei laureati del 2023 al 91,1% del 2024; igienista dentale dall’86,4% al 90,7%; fisioterapista dall’87,4% al 90,0%; infermiere dall’85,5% all’89,7%; logopedista dall’88,1% all’89,7%; tecnico ortopedico dal 79,1% all’89,7%; tecnico di radiologia dall’87,8% all’89,4%; terapista occupazionale dall’83,1% all’89,2% e tecnico di neurofisiopatologia dall’87,1% all’87,9%.

Il tutto mentre i candidati agli esami di ammissione per l’anno accademico 2026-2027 si preparano per la prova del 16 settembre. Il giorno dopo, il 17 settembre, toccherà ai corsi in lingua inglese. Ai 39.624 posti per le lauree triennali si aggiungono 4.572 posizioni per le magistrali.

 

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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