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Per vivere di turismo al Sud non basta aspettare i vacanzieri

Riempire alberghi e ristoranti non è sufficiente a trattenere i giovani migliori. La risposta di Dritara

Dritara, il progetto di innovazione tecnologica fondato in Calabria da Matteo Pugliese per sostenere la crescita delle piccole e medie imprese e delle startup nel Sud Italia, si è interrogata su come sfruttare al meglio il turismo nel nostro Mezzogiorno.

Per settimane il Sud riesce ad attirare una quantità enorme di persone. In Calabria, ad esempio, gli arrivi turistici sono cresciuti del 75,2% tra il 2021 e il 2025.

L’anno scorso, i turisti stranieri hanno speso solo in quella regione 474 milioni di euro.

Ma tant’è: Svimez ricorda che solo tra il 2022 e il2024 175 mila giovani meridionali hanno lasciato il Sud.

Di conseguenza, la domanda da porsi è quanto valore legato al turismo si riesca davvero a trattenere: “Il problema non è che il Sud non sappia attirare persone. Il punto è cosa succede intorno a quella domanda”, sottolinea Dritara.

Tra il 2021 e il 2024, il Sud ha creato quasi 500 mila posti di lavoro. Ma riempire alberghi e ristoranti non basta a costruire ciò che serve per trattenere i giovani migliori:

“Eppure, oggi il viaggio inizia molto prima della partenza: comincia dal telefono. Una ricerca di Tui, Tourism Union International, il più grande gruppo industriale turistico al mondo, con sede in Germania, che gestisce agenzie di viaggio, hotel, compagnie aeree e crociere, ha rilevato che il 43% prenota un viaggio dopo aver visto un contenuto diventato virale sui social. Poi entrano in gioco motori di ricerca, piattaforme di prenotazione, sistemi di prezzo, recensioni, mappe e raccomandazioni algoritmiche. Il territorio offre il luogo, ma una parte crescente della decisione viene costruita digitalmente”, si sottolinea.

In Italia, le notti prenotate attraverso le quattro principali piattaforme online sono aumentate del 92% in 6 anni, il che significa che una parte crescente del valore turistico passa attraverso software, dati, algoritmi e servizi digitali:

“Proprio qui nasce il rischio per il Sud. Possedere spiagge, borghi, siti archeologici e territori straordinari non significa automaticamente possedere anche la tecnologia che organizza quella domanda. Il luogo resta qui, una parte del valore può nascere altrove”.

E quindi: di cosa si ha bisogno? Per Ditrara, di software che prevedono i flussi prima che una località venga saturata, di sistemi che distribuiscono i visitatori verso territori meno conosciuti, strumenti per strutture ricettive, mobilità intelligente, gestione dei consumi, tecnologie per musei e siti archeologici: “Non servono aziende che lavorano soltanto quando arrivano i turisti: servono prodotti sviluppati al Sud, testati su problemi reali del Meridione e venduti poi ovunque”.

Il nocciolo della questione è che “il turismo diventa interessante quando smette di essere il punto d’arrivo per diventare un mercato da cui partire: “Dietro milioni di visitatori, esistono problemi di mobilità, energia, gestione dei flussi, cultura, ospitalità, dati e servizi digitali: sono problemi che possono diventare prodotti”.

 

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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