Il Nord continua ad essere un altro mondo rispetto al Sud. Lo si evince dall’ultima ricerca dell’Istat sui giovani e il mercato del lavoro.
Nel primo caso, il tasso di occupazione dei 20-34enni che hanno concluso gli studi tocca l’81,4%, mentre al Centro arriva al 74,9 e nel Mezzogiorno si ferma al 54.
Anche tra i laureati il divario è netto: occupato il 70,7% dei giovani del Sud, contro l’88,7 del Nord e l’82,3 del Centro.
Un’altra costante che si conferma, poi, è quella del genere, anche se l’istruzione riduce le diseguaglianze. Tra gli uomini con un titolo di studio basso il tasso di occupazione supera quello femminile di 34 punti percentuali; tra i laureati il divario si riduce a 4,1 punti.
Sempre l’indagine dell’Istat, poi, sottolinea che solo un under 34 su quattro ritiene comunque che il proprio lavoro sia coerente con il bagaglio di conoscenze effettivo.
E non va meglio nemmeno sul versante della coerenza tra quanto studiato e quanto si fa, persino tra i diplomati degli istituti tecnici e professionali: solo il 35,1% si sente soddisfatto contro il 46,6% europeo.

