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Al Mondiale comandano le nobili: Francia, Spagna, Inghilterra e Argentina superano i quarti di finale

I quarti di finale spengono i sogni di Marocco, Belgio, Norvegia e Svizzera e consegnano due semifinali da leggenda. Mbappé aggancia Messi in vetta ai marcatori a quota 8, Bellingham firma un'altra doppietta tra le polemiche per il gol viziato dal cavo della telecamera, Merino decide ancora e l'Argentina passa solo ai supplementari.

I re del gol

Jude Bellingham è l’uomo del momento. Dopo la doppietta al Messico negli ottavi, il numero dieci inglese ne firma un’altra alla Norvegia, prima con un mancino in caduta allo scadere del primo tempo e poi in avvio di supplementare: sei gol e un assist in sei partite, e quarta statuetta di MVP del torneo, come Messi. Kylian Mbappé si fa parare un rigore dal Marocco ma poi la sblocca e sale a otto reti, agganciando proprio Messi in vetta alla classifica marcatori; con il ventesimo gol in venti partite mondiali è ora a una sola lunghezza dal primato all-time della Pulce. Il gol più bello del turno è di Julian Alvarez, un arcobaleno all’incrocio dal limite che al 112’ ha piegato la resistenza svizzera, prima del sigillo in contropiede di Lautaro Martinez. E poi c’è Mikel Merino, l’uomo dei finali: entrato a quattro minuti dal novantesimo, ha firmato il 2-1 al Belgio, secondo gol decisivo consecutivo dopo quello che al 90+1’ aveva eliminato il Portogallo. Messi, per una volta, non segna e si ferma a nove la sua striscia di gare mondiali consecutive in gol; ma il corner che ha innescato il vantaggio di Mac Allister è l’ennesima firma da leader.

Le sorprese

La più clamorosa è in negativo e riguarda Erling Haaland: dopo aver eliminato il Brasile agli ottavi con una doppietta, il norvegese è rimasto a secco per la prima volta nel torneo, imbrigliato dalla difesa inglese (appena 21 tocchi) e costretto a uscire nei supplementari. Finisce così, ai primi quarti della sua storia, la meravigliosa cavalcata della Norvegia. Esce a testa altissima anche la Svizzera, tornata tra le prime otto dopo oltre settant’anni: in dieci dal 72’, ha resistito ai campioni del mondo fino al 112’. Il Marocco, che agli ottavi aveva travolto 3-0 il Canada padrone di casa, si è arreso solo alla Francia, confermandosi certezza tra le big. E poi il dato che fotografa il torneo: per la terza volta nella storia, dopo il 1970 e il 1990, tutte e quattro le semifinaliste hanno già vinto almeno una Coppa del Mondo. Nel Mondiale nato per allargare i confini, alla fine comandano le nobili; e fa rumore che le tre nazionali ospitanti siano uscite tutte agli ottavi.

Panchine e polemiche

Il caso più clamoroso arriva da Miami: sull’azione del pareggio di Bellingham, il rinvio del portiere norvegese Nyland ha colpito un cavo sospeso delle telecamere e il pallone è ricaduto tra i piedi inglesi, innescando l’azione del gol. Il regolamento prevederebbe l’interruzione del gioco, ma né l’arbitro Turpin né il VAR sono intervenuti, tra le proteste furiose della Norvegia e immagini diventate subito virali. Fa discutere anche l’episodio che ha svoltato Argentina-Svizzera: l’arbitro aveva ammonito Paredes, ma richiamato dal VAR, grazie alla regola introdotta proprio alla vigilia del Mondiale, ha ravvisato la simulazione di Embolo, già ammonito. Secondo giallo, Svizzera in dieci e attaccante in lacrime. A Miami, nel finale, anche un rigore prima concesso e poi revocato all’Inghilterra per il contatto cercato da Spence. Sul fronte panchine il valzer continua: Dalic ha lasciato la Croazia, il Messico ha affidato la nazionale a Rafael Marquez dopo l’eliminazione e Sadio Mané ha annunciato l’addio al Senegal.

I quarti partita per partita

Francia-Marocco 2-0: Dominio francese nel primo tempo ma senza sfondare: Mbappé si fa parare un rigore, Digne colpisce una traversa e il muro dei Leoni dell’Atlante regge. Nella ripresa i Bleus accelerano e in sei minuti chiudono i conti, prima con Mbappé e poi con Dembelé. Per la Francia di Deschamps è la terza semifinale mondiale consecutiva; il Marocco esce tra gli applausi.

Spagna-Belgio 2-1: La Roja passa con Fabian Ruiz al termine di un’azione avviata da Yamal, ma De Ketelaere risponde di testa e interrompe dopo 648 minuti l’imbattibilità da record di Unai Simon, la più lunga della storia dei Mondiali. Il Belgio perde Courtois per infortunio e nel finale si arrende al solito Merino, che si avventa su una respinta di Lemmens e firma il 2-1 a due minuti dal novantesimo. A Yamal la statuetta di migliore in campo.

Norvegia-Inghilterra 1-2 dts: L’eurogol di Schjelderup illude gli scandinavi, il mancino in caduta di Bellingham pareggia allo scadere di un primo tempo destinato a far discutere per il caso del cavo. Nella ripresa un gol annullato a Heggem e la traversa di Ajer tengono viva la Norvegia, ma in avvio di supplementare Bellingham punisce una respinta corta di Nyland e completa la doppietta che vale agli inglesi la quarta semifinale mondiale della loro storia.

Argentina-Svizzera 3-1 dts: Vantaggio immediato di Mac Allister di testa su corner di Messi, pareggio meritato di Ndoye e Dibu Martinez a tenere a galla i suoi. Al 72’ la svolta: il VAR trasforma il giallo a Paredes nella seconda ammonizione a Embolo per simulazione e la Svizzera resta in dieci. Gli elvetici resistono fino al 112’, quando il capolavoro di Alvarez spezza l’equilibrio; Lautaro chiude in contropiede al 121’. Per la Seleccion di Scaloni è la terza semifinale nelle ultime quattro edizioni.

Verso le semifinali

Il tabellone è completo e i numeri raccontano un epilogo da romanzo: quattro ex campioni del mondo con sette titoli complessivi in bacheca, la corsa dei capocannonieri con Messi e Mbappé appaiati a quota otto, Haaland fermo a sette, Kane e Bellingham a sei e ancora in corsa. In palio c’è la finale del 19 luglio a New York; chi si ferma in semifinale si consolerà nella finale per il bronzo di Miami.

Francia-Spagna: Il remake dei grandi duelli europei: i Bleus a punteggio pieno di Mbappé e Dembelé contro la Roja di Yamal, che ha appena perso l’imbattibilità ma resta la squadra più solida del torneo. Deschamps porta in dote l’esperienza delle ultime due finali mondiali, De la Fuente non ha mai perso una gara a eliminazione diretta sulla panchina spagnola: pronostico da tripla vera.

Inghilterra-Argentina: Una rivalità che profuma di storia, da Maradona in poi: i campioni del mondo di Messi contro i Tre Leoni di Kane e di un Bellingham incontenibile. Gli inglesi inseguono un trofeo che manca da sessant’anni, l’Albiceleste una finale che varrebbe la leggenda definitiva per il suo numero dieci. Entrambe arrivano dai supplementari: sarà anche una sfida di energie.

Due notti per decidere chi si giocherà il trono del primo Mondiale a 48 squadre. Le nobili hanno ripreso il comando e ora si sfidano tra loro: la sensazione è che, ancora una volta, saranno i fuoriclasse a decidere.

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Collaboratore - Articoli pubblicati: 36

Ingegnere Gestionale con 3 anni di esperienza in progetti di digitalizzazione dei processi e compliance regolatoria per una primaria azienda europea del settore energia. Dopo un primo percorso come Business Analyst, oggi opero come Consultant, coordinando team cross-funzionali e guidando iniziative di trasformazione dei processi aziendali in ottica digitale e normativa.

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