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Infortuni sul lavoro, nel 2025 denunce in aumento ma calo dei decessi

La relazione dell'Inail: tra i decessi, 890 sono avvenuti “in occasione di lavoro” e 299 “in itinere”, nel tragitto casa-lavoro

Ieri, 22 settembre, l’Inail ha presentato alla Camera la Relazione annuale 2025, fotografando un quadro degli infortuni sul lavoro ancora critico ma con segnali contrastanti: le denunce complessive di infortunio sono cresciute dell’1,2%, mentre i casi mortali denunciati sono diminuiti del 3,3%.

Più nello specifico, nel 2025, le denunce di infortunio sono state circa 600.000 rispetto alle quasi 594.000 del 2024. Di queste, 519.000 riguardano lavoratori (+0,8%) e 81.000 studenti (+3,4%), questi ultimi pari al 13,5% del totale.

I casi mortali denunciati sono stati 1.198, in calo rispetto ai 1.239 del 2024 (-3,3%). Tra i decessi, 890 sono avvenuti “in occasione di lavoro” e 299 “in itinere”, nel tragitto casa-lavoro o viceversa. Proprio gli infortuni mortali in itinere registrano un aumento del 2,4%, superando anche il livello pre-pandemia del 2019.

L’edilizia resta uno dei comparti più a rischio, nonostante l’introduzione di strumenti come la patente a crediti per le imprese.

Nel complesso, la crescita delle denunce riflette sia una maggiore propensione a segnalare gli incidenti sia la persistenza di criticità strutturali in alcuni ambiti produttivi. Parallelamente, il rapporto evidenzia un forte aumento delle malattie professionali, confermando la necessità di rafforzare la prevenzione oltre la gestione dell’emergenza infortunistica.

La ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha definito i dati “un incoraggiamento” a continuare a lavorare sulla sicurezza, puntando su prevenzione, migliore comprensione delle norme e applicazione delle prescrizioni.

Calderone ha inoltre annunciato 26 milioni destinati alla formazione dei figli delle vittime di infortuni mortali sul lavoro, come misura di sostegno alle famiglie colpite.

Il presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con il Cnel per incrociare dati infortunistici e contratti collettivi, al fine di migliorare prevenzione e calcolo dei costi a carico dell’Istituto.

Le organizzazioni sindacali hanno letto i numeri con maggiore allarme. La Uil, attraverso il segretario generale Veronese, ha parlato di dati allarmanti e ha invitato a fare di più, ricordando che nel 2025 sono morte 1.189 lavoratrici e lavoratori, oltre a 9 studenti. Dal versante delle associazioni di categoria, Ance ha ottenuto chiarimenti dall’Inail sui prerequisiti per il riconoscimento del tasso medio di prevenzione (OT23), con semplificazioni già a partire dal 2025.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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