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L’emergenza caldo e la Cig: preoccupazioni legittime o ricerca di pubblicità e consensi?

La misura è già prevista in caso si superino i 35 gradi

Con l’arrivo dell’estate, l’emergenza caldo si fa sentire sempre più intensamente. Le ondate di calore possono rappresentare una minaccia per la salute pubblica e mettere a dura prova il sistema produttivo del paese. In questo contesto, emergono le voci riguardanti l’utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni (CIG) per mitigare gli effetti dell’ondata di caldo sulle attività lavorative. Tuttavia, alcune critiche sorgono spontanee: è possibile che si tratti solo di una strategia per cercare visibilità e pubblicità?

L’estate porta con sé temperature elevate e un aumento dell’umidità che possono avere un impatto significativo sulla salute delle persone e sull’efficienza del lavoro. Gli oneri termici possono risultare pericolosi per chi svolge lavori all’aperto o in ambienti scarsamente refrigerati. Le aziende, soprattutto quelle legate al settore dell’edilizia, dell’agricoltura e del turismo, possono risentire dell’emergenza caldo poiché la produttività e la sicurezza dei lavoratori sono a rischio.

La CIG è uno strumento previsto dalla legge italiana che consente alle aziende di ridurre temporaneamente l’orario di lavoro o sospenderlo completamente per cause di forza maggiore. È un meccanismo di sostegno economico per i dipendenti delle aziende colpite da situazioni eccezionali, come calamità naturali o emergenze che impediscono la normale attività lavorativa.

Date le sfide che l’emergenza caldo può presentare per le attività lavorative, la possibilità di ricorrere alla CIG per le aziende colpite appare come una misura di salvaguardia legittima. Ridurre l’orario di lavoro o sospendere temporaneamente l’attività può garantire la sicurezza e il benessere dei lavoratori, evitando potenziali rischi per la salute e migliorando l’efficienza complessiva.

Tuttavia, alcune voci sollevano dubbi sulla tempistica di queste decisioni riguardanti la CIG durante l’emergenza caldo. L’accusa è che possano essere mosse da intenti di ricerca di pubblicità o visibilità politica, piuttosto che da una genuina preoccupazione per la salute e il benessere dei lavoratori.

È importante considerare che le misure di sostegno economico, come la CIG, possono essere strumenti efficaci per affrontare situazioni eccezionali, ma dovrebbero essere implementate in modo responsabile e con una chiara base scientifica. La trasparenza e la chiarezza delle decisioni sono fondamentali per dissipare ogni dubbio riguardo all’uso strumentale di tali misure.

L’emergenza caldo è una sfida annuale che richiede un approccio oculato e responsabile. La Cassa Integrazione Guadagni è uno strumento di supporto importante per affrontare situazioni di forza maggiore come questa, ma dovrebbe essere implementato con trasparenza e senza fini propagandistici. La salute e il benessere dei lavoratori devono essere la priorità principale, e qualsiasi decisione riguardante la CIG dovrebbe essere basata su evidenze scientifiche e valutazioni accurate della situazione.

CIG, che tra le altre cose, è già prevista in caso si superino i 35 gradi, quindi non propriamente una novità di questi giorni essendo situazione frequente nel periodo estivo, come, peraltro, aveva precisato nel luglio 2022 una nota congiunta di Inps-Inail che specificava che, appunto, “con la soglia del caldo sopra i 35 gradi, e in assenza di misure in grado di ridurre il rischio di colpo di calore, le attività di lavoro possono essere sospese, con richiesta della cassa integrazione”. Solo con un approccio non propagandistico, equilibrato e responsabile sarà possibile garantire la protezione dei lavoratori e la sostenibilità delle attività lavorative durante l’emergenza caldo. Un antico detto popolare enuncia “fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. è

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Autore - Articoli pubblicati: 154

Presidente Nazionale Confederazione SELP

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