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Perchè andare a mare costa così tanto? L’anomalia italiana per una direttiva Ue che ignoriamo da 15 anni

Il regime delle concessioni senza gara non garantisce la concorrenza e fa schizzare i prezzi. L'ultima indagine Federconsumatori

Perché andare a mare costa così tanto? A fronte di canoni irrisori che pagano i gestori dei lidi (attorno alle 5.000 euro), una giornata su una spiaggia ha un prezzo insostenibile per buona parte delle famiglie italiane. Due lettini e un ombrellone costano in media 179,5 euro alla settimana.

Federconsumatori, poi, ha confrontato il tariffario dei prezzi medi su base nazionale degli stabilimenti e ha sottolineato aumenti significativi rispetto solo a una estate fa. Il costo per una sdraio, ad esempio, è salito del 42%; un abbonamento stagionale comprendente ombrellone, lettino e sdraio costa invece il 29% in più arrivando a 2.121 euro. Il che vuole dire che, paradossalmente, con prezzi così alti, i balneari possono rientrare dai costi del canone con soli 3 abbonamenti.

Per quale motivo? Di sicuro, una causa è la mancanza di un vero regime di concorrenza dei gestori. E poi perché in Italia si trascina da decenni senza soluzione la questione legata alle concessioni. Tant’è che sono 15 anni che l’Unione Europea ci chiede di attuare la direttiva Bolkenstein per promuovere una concorrenza leale nel sistema delle concessioni pubbliche. Tuttavia, esse continuano a essere in mano a troppo pochi gestori e da troppi anni.

Ma cosa sono le concessioni balneari? Le coste sono di proprietà dello Stato che finora ha dato alcune aree in gestione a soggetti privati per fini commerciali senza indire una gara pubblica: appunto, tramite concessioni che sono state sempre rinnovate senza gara. Cosa comporta questo stato di cose? Semplice: che lo Stato dovrebbe incassare (appena) 55,2 milioni di euro da 10.556 concessioni, una media di 5.226 euro l’una. Ma nemmeno quella cifra riesce a raggiungere perchè più di un quinto degli stabilimenti risulta moroso. Così, alla fine, nel 2022 ad esempio, ha incassato solo 43,4 milioni di euro: davvero pochissimo.

Eppure, applicando la direttiva Bolkenstein e mettendo a gara le concessioni in linea con le regole che vengono seguite nel resto d’Europa, lo Stato aumenterebbe in modo esponenziale i ricavi che possono garantire gli 8300 chilometri di costa italiani e si avrebbe una proporzione tra costi e canoni più vicina a quella delle altre aziende che lavorano nel settore turistico pagando gli affitti a privati.

Negli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo come se la cavano? In Francia, le concessioni durano al massimo 12 anni e l’80% del litorale deve rimanere libero. In Spagna, le concessioni sono prorogate solo se superano una valutazione di impatto ambientale. In Croazia, l’assegnazione tramite bando di gara dura al massimo 5 anni. In Grecia, infine, l’assegnazione avviene tramite bandi di gara e ha una durata variabile. Tutti fanno meglio di noi.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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