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Il lavoro femminile passa (anche) da una maggiore collaborazione degli uomini a casa

figlio
Lo studio di Banca d'Italia evidenzia l'importanza di una buona organizzazione familiare

Il lavoro delle donne passa anche attraverso una rivoluzione culturale che in Italia ancora non è completamente compiuta. Quella della collaborazione da parte degli uomini nelle faccende domestiche.

A dirlo è la Banca d’Italia che ha analizzato la correlazione in un report dal titolo quanto mai significativo: “Puoi lavare tu i piatti? Uso del tempo all’interno della famiglia, offerta di lavoro e fertilità”.

Palazzo Koch è partito dalla considerazione che nelle economie sviluppate esiste un rapporto fra fertilità e tasso di occupazione femminile che è conseguenza di una maggiore richiesta e domanda di servizi di cura per i figli.

In questo quadro, un maggior riequilibrio del carico del lavoro domestico fra uomo e donna aiuterebbe a far crescere l’occupazione femminile nel nostro Paese ma non avrebbe effetti sul tasso di fertilità che ha bisogno, per crescere, di una maggiore offerta di servizi per la cura dei bambini. Un esempio su tutti: gli asili nido attorno ai quali si è incentrato il Pnrr.

E comunque: in attesa di un rendiconto definitivo dei benefici che hanno garantito i sussidi europei arrivati a seguito della pandemia, non è un caso che nelle aree del Sud Italia dove l’offerta di asili nido è più bassa a una maggiore occupazione delle donne è corrisposto un minore tasso di fertilità.

Stando sempre a Bankitalia, la nascita di un figlio comporta un aumento delle attività domestiche per i genitori e meno tempo da dedicare ad altre attività, incluse quelle lavorative.

Ciò comporta che le donne, che mediamente svolgono più lavoro domestico e di cura dei figli degli uomini, possano essere meno propense ad avere figli, anche per le conseguenti ricadute negative sulla carriera lavorativa.

In media infatti il contributo degli uomini al lavoro domestico è pari a meno di un terzo di quello femminile.

Per questo, la conclusione è univoca: un maggior impegno degli uomini in casa aumenterebbe significativamente l’occupazione femminile, ma avrebbe effetti incerti sulla natalità a causa dell’incremento del costo‑opportunità di avere figli per gli uomini. Solo la possibilità di affidare parte della cura dei figli all’esterno della famiglia, ad esempio tramite la disponibilità di asili nido, farebbe aumentare anche la natalità.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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