L’Italia è un Paese sempre più vecchio e per questo sempre più bisognoso di caregiver.
Tra il 2025 e il 2021, si è calcolato che sono mancati all’appello ben 172.780 assistenti familiari. Tantissimi se si pensa che questo numero indica anche quello delle famiglie che hanno difficoltà nell’organizzazione della vita quotidiana.
Nello specifico, stando ai dati Inps, sono mancati 126.973 colf (-24%) e 45.807 badanti (-10%).
Il confronto tra gli 804.464 lavoratori domestici del 2025 e quelli del 2021, anno in cui gli addetti del comparto hanno sfiorato il milione – data la necessità di regolarizzarsi per potersi muovere durante la pandemia – rivela un calo medio degli assistenti familiari in regola del 17,7 per cento.
Ma non è tutto: in ben 13 Regioni il calo supera la media. Si va dal -30% del Molise a quelli fra il 20 e il 28% in Calabria, Campania, Basilicata e Sicilia.
In Veneto ci sono 16.168 lavoratori domestici in meno rispetto a quattro anni prima (di cui 4.505 badanti), in Emilia Romagna 17.687 (di cui 5.082 badanti), in Lombardia ne mancano all’appello 31.608 (di cui poco più di 2mila badanti), nel Lazio 18.844 (di cui 2.698 badanti).
Ma dove sono finiti questi posti di lavoro? La risposta più comune fra gli operatori del settore è che siano ritornati nel nero, come già accaduto negli anni successivi alla sanatoria dei lavoratori domestici del 2012.
Il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso 2023-2025 approvato dal Governo nel 2022 in attuazione del Pnrr stimava che i lavoratori in nero fra gli assistenti familiari fossero 782mila, oltre un quarto di tutti i lavoratori in nero stimati in Italia.
Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, l’ha messa così: “Abbiamo perso 173mila lavoratori domestici in quattro anni e le spiegazioni possono essere due: o le famiglie hanno ripiegato sul lavoro sommerso per ridurre i costi, in assenza di aiuti economici, oppure del lavoro di cura si fa carico un componente della famiglia, perlopiù una donna”.
Rosario Rasizza, amministratore delegato di Family Care, agenzia per il lavoro specializzata nell’assistenza familiare, ha aggiunto: “Gli studi che abbiamo a disposizione dicono che le badanti in Italia sono un milione: 400mila in regola, e tutte le altre in nero. L’unica soluzione per uscire da questa situazione è prevedere che le famiglie possano portare in detrazione dalle imposte i costi sostenuti per gli assistenti familiari, come accade in Francia».

