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Quanto ci è costato lo sciopero dello scorso venerdì delle Usb

Secondo l’Ufficio studi della Cgia si è perso per strada circa un miliardo di euro

Quattro giorni dopo lo sciopero generale proclamato dalle Usb venerdì 30 ottobre, ci sono ancora solo stime. Mentre nelle piazze italiane (circa 60) hanno manifestato tra il milione e milione e mezzo di persone, nella scuola c’è stato un grado di astensione dal lavoro che si aggira attorno al 7,5%. Ma tant’è, l’Ufficio studi della Cgia stima che l’astensione dal lavoro sia costata al sistema Paese fino a 817 milioni di euro. Se aggiungiamo anche i costi indiretti, verosimilmente la “perdita” potrebbe attestarsi attorno al miliardo di euro.

“Premesso che lo sciopero è un diritto fondamentale, sancito dall’articolo 40 della Costituzione, comporta dei costi diretti e indiretti che si riverberano nell’immediato in chi e sciopera”. La Cgia riconosce che ogni sciopero ha un costo difficilmente quantificabile che va oltre la giornata di astensione dal lavoro e ricade su cittadini, imprese, conti pubblici e sugli stessi lavoratori.

Spesso basta l’effetto annuncio per condizionare il comportamento di molti utenti dei servizi pubblici oltre alle meno ore lavorate significano che significano meno produttività e meno gettito sia fiscale che contributivo. Ricordando che in Italia il Servizio sanitario nazionale eroga ogni giorno 2,5 milioni di prestazioni, a questi disagi si aggiungono i costi di riprogrammazione e l’allungamento delle liste d’attesa, che pesano soprattutto sui pazienti più fragili, tra gli altri.

Ma come si calcolano i costi di uno sciopero? In base al valore aggiunto giornaliero del 2026, si calcola quanta produttività si perde per ogni lavoratore dipendente che aderisce allo sciopero, in base al grado di adesione. Se il grado è stato del 20%, il costo per il sistema Paese, secondo l’Ufficio studi della Cgia, potrebbe raggiungere gli 817 milioni di euro a cui si sommano tutta una serie di costi indiretti che potrebbero far salire la perdita complessiva attorno al miliardo di euro.

A livello territoriale, invece, le situazioni più critiche si fanno sentire soprattutto nelle aree più industrializzate del Paese. Ipotizzando sempre un grado di adesione allo sciopero del 20 per cento in tutte le regioni, in Lombardia il costo arriva a toccare un valore massimo di 193,6 milioni di euro. Seguono il Lazio con 94,3 milioni, il Veneto con 75,3, l’Emilia Romagna con 74,6 e il Piemonte con 60,2.

Tutto questo mentre già si profila lo sciopero generale indetto dalla Cgil per il prossimo 20 novembre.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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