Ieri, 28 ottobre, il Consiglio dei ministri ha varato la Manovra economica. Per il mondo del lavoro, sono state confermate tutte le misure in scadenza al 31 dicembre di quest’anno.
Di cosa si tratta in particolare? In primis, della tassazione agevolata al 5% per gli aumenti dei rinnovi contrattuali. Nel 2026 è stata fondamentale per 4 milioni e 250 mila lavoratori.
Per gli under 35, gli incrementi di reddito sono tassati all’1%. Per gli under 30, poi, sale a 2000 euro il limite di esenzione dei fringe benefit.
Per le assunzioni, è stata confermata la deduzione al 120% per chi assume. Il risparmio è previsto soprattutto per i nuovi contratti a giovani e mamme, al 140% e al 180%.
Per le donne che hanno due o più figli, aumenta anche il bonus fino a 40 mila euro di reddito annuo. Anche per il 2027, infine, è confermata la tassazione all’1% dei premi di produttività.
E per le Partite Iva? La Lega ha visto accolta la richiesta di allargare la platea dei beneficiari della flat tax al 15% (5% per le start up) fino a 100 mila euro di ricavi. Il costo dell’operazione è di 260 milioni per lo Stato. Il quale, però, ha rinunciato al taglio dell’Irpef al 33% fino ai 60 mila euro. Per Giorgia Meloni, sarebbe costato troppo: 2,7 miliardi.
Fatto sta per per l’Iva resta da chiarire a livello europeo un nodo: secondo Bruxelles, non può essere assorbita nell’imposta sostitutiva per ricavi superiori a 85 mila euro.

