Mai dire “sindrome da rientro”. Marco Vitiello, vicepresidente della Siplo (Società italiana di Psicologia del lavoro e dell’Organizzazione), ha la ricetta giusta per non finirne vittima.
L’esperto invita ad affrontare con gradualità il ritorno alla routine dopo le vacanze: “Sento parlare di ‘Sindrome da rientro’. Ma non scherziamo, non è mica una malattia”.
Vitiello la mette così: “La preoccupazione generale è quella di avere la fatica da rientro, di non riuscire a reggere il ritmo dopo un periodo di riposo. Per questo motivo il consiglio è di non bruciare nei primi giorni tutte le batterie che abbiamo ricaricato durante la pausa estiva e di ricordare che il rientro è solo una fase di transizione. Bisogna essere furbi: non pretendere di tornare in ufficio al 100 per cento. Non è necessario stressarsi e non bisogna avere paura che il rientro sia un pericolo. Dobbiamo fare in modo di non disperdere le energie accumulate e quella rigenerazione guadagnate durante il periodo di pausa”.
Ecco dieci consigli per un rientro senza stress.
Uno: non avere paura del rientro. “Tornare alla routine dopo una pausa è una fase di transizione e non deve essere vissuta come un pericolo”.
Due: non pretendere troppo da se stessi. “Nei primi giorni non è necessario essere subito al 100 per cento”.
Tre: non bruciare le energie recuperate. “Le batterie ricaricate rappresentano le risorse che serviranno per affrontare le richieste lavorative dei mesi successivi: se le bruciamo subito rischiamo di andare in deficit”.
Quattro: riprendere gradualmente. “Meglio procedere per passi, senza cercare di recuperare tutto immediatamente”.
Cinque: ritrovare il rapporto con i colleghi. “Una pausa caffè, il racconto delle vacanze e un momento di condivisione possono aiutare a riprendere il ritmo e a ristabilire le relazioni.
Sei: “Confrontarsi con i colleghi e organizzare le attività, invece di cercare di fare tutto da soli e subito”.
Sette: non rispondere subito a tutte le email e ai messaggi. “Prima è meglio fare un controllo generale di ciò che è arrivato e poi stabilire a chi e quando rispondere”.
Otto: non riempire subito l’agenda. “Anche i datori di lavoro possono favorire un rientro graduale, evitando di concentrare call e riunioni nei primi giorni e dedicando invece tempo alla pianificazione delle attività”.
Nove: mantenere alcune abitudini delle vacanze. “Passeggiare, stare all’aperto, esporsi alla luce naturale e continuare a fare movimento può aiutare il corpo e il cervello ad adattarsi nuovamente ai ritmi quotidiani”.
Dieci: non interrompere bruscamente ciò che ci ha fatto stare bene. “Nelle prime settimane è utile conservare alcune delle attività praticate durante le ferie, come le passeggiate e il tempo trascorso all’aria aperta – fa notare Vitiello – C’è chi continua ad essere stressato anche dopo il ritorno dalle vacanze. In questo caso, significa che il problema è a monte e non si è riusciti a staccare del tutto la spina”.

