La rapida evoluzione tecnologica e il cambiamento demografico stanno facendo sì che il mismatch tra domanda e offerta di lavoro nel mercato del lavoro italiano sia sempre più evidente.
La difficoltà non riguarda più soltanto i lavori manuali o quelli caratterizzati da retribuzioni poco competitive, ma si estende a professioni altamente specializzate, comprese alcune tra quelle meglio remunerate.
I settori che risentono maggiormente di questo squilibrio sono ingegneria, tecnologia e sanità. Lo si evince dall’Indeed Hiring Lab, il dipartimento di ricerca economica di Indeed.
Secondo l’economista Lisa Feist, nell’area della progettazione tecnica, dello sviluppo informatico e della gestione dei dati le aziende incontrano sempre più problemi nel trovare persone con competenze adeguate alle posizioni aperte. La stessa situazione si osserva nella sanità e nell’assistenza, dove alla necessità di professionalità specifiche si sommano gli effetti dell’invecchiamento della popolazione.
La figura più difficile da reperire è il reliability engineer, per la quale le candidature giornaliere risultano inferiori del 95% rispetto alla media degli annunci. Si tratta del professionista incaricato di verificare e garantire l’affidabilità di sistemi, impianti o componenti, assicurandosi che siano in grado di svolgere correttamente la funzione prevista nelle condizioni stabilite e per il periodo richiesto.
Tra gli introvabili, poi, ci sono gli ingegneri industriali ed elettronici, con il 76% di candidature in meno rispetto alla media. e gli sviluppatori di software, che registrano il 72% di candidature in meno sugli annunci.
A mancare sono pure i farmacisti, con una riduzione del 71% delle candidature rispetto alla media, mentre gli ingegneri meccanici registrano un calo del 70%. La classifica prosegue con gli esperti di information design e ricerca (-68%), i tecnici sanitari (-67%) e gli ingegneri civili (-60%). Nella parte finale della graduatoria compaiono gli specialisti di matematica e statistica, per i quali le candidature sono inferiori del 58%, mentre professionisti di bellezza e benessere e specialisti di medicina e chirurgia registrano entrambi una contrazione del 57%. Nel complesso, dunque, il fenomeno interessa ambiti molto diversi, ma accomunati dalla necessità di competenze specifiche e difficilmente sostituibili.
A livello territoriale, è la Lombardia la regione maggiormente esposta. Lazio e Veneto si alternano invece al secondo posto per la maggior parte delle categorie professionali considerate hard to fill.
Questo quadro viene peggiorato dal progressivo invecchiamento della popolazione.

