Nonostante gli ultimi dati dell’occupazione siano con il segno più anche per gli under 30, l’Italia rimane un Paese difficile per i giovani.
La loro indipendenza, spesso, è un miraggio. L’Eurostat, infatti, ha verificato che per oltre un giovane italiano su due tra i 25 e i 34 anni, lasciare la casa dei genitori resta un traguardo lontano.
Che siano choosy o mammoni, nel 2025, il 51% degli italiani di questa fascia d’età vive ancora con la propria famiglia, ben al di sopra della media dell’Unione europea, ferma al 30,1%.
Peggio di noi fanno solo Croazia (62,3%), Slovacchia (56,3%) e Grecia (54,3%), mentre nei Paesi nordici la quota scende sotto il 10%.
L’Italia è anche tra i Paesi europei in cui si lascia la casa dei genitori più tardi: sempre secondo Eurostat, l’età media di uscita dal nucleo familiare è di 30,1 anni, contro una media europea di 26,2 anni.
Ma perché non riusciamo a scrollarci di dosso questo record negativo? A pesare sulla strada dell’indipendenza sono soprattutto il costo delle abitazioni, gli affitti sempre più elevati, la difficoltà di ottenere un contratto di lavoro stabile e un potere d’acquisto che, soprattutto per chi è all’inizio della carriera, rende complicato sostenere le spese di una casa.
Che i salari bassi, soprattutto per chi è alla prima occupazione, siano un problema nel nostro Paese non lo scopriamo certo oggi.
Negli ultimi anni, inoltre, l’aumento dei prezzi degli immobili e il caro-affitti soprattutto nelle aree metropolitanne hanno ulteriormente allontanato l’obiettivo dell’autonomia per molti giovani.

