È un’esperienza che sarà capitata a tutti: come reagire di fronte a una critica che si riceve da un superiore o da un collega sul posto di lavoro? Diciamo la verità: a nessuno piace essere ripreso sul lavoro: è importante chiedere feedback di valore in quanto serve a migliorare e dimostra un atteggiamento proattivo, di chi è disposto a mettersi in discussione perfino quando le cose vanno bene. Ma se poi il feedback (richiesto o meno) è negativo?
La piattaforma di Torcha se ne è occupata di recente minuziosamente in quanto il confine con offese e attacchi personali spesso è labile.
E comunque: ci sono critiche costruttive e critiche che mirano solo a far male, questo è indubbio
Le prime, come ha recentemente riassunto la piattaforma di psicologia online “Unobravo”, sono critiche concrete, specifiche perché riguardano un fatto chiaro avvenuto di recente e soprattutto aprono a una richiesta chiara: “Può capitare a tutti di sbagliare, di attraversare un periodo “no”: se però sappiamo riconoscere il più oggettivamente possibile le ragioni dell’altra parte saremo allora in grado di rialzarci dopo una brutta caduta”.
Torcha fa presente che molto dipende dall’ambiente lavorativo in cui si agisce. Amy Edmondson della Harvard Business School diceva che “la sicurezza psicologica sul lavoro si genera quando una persona ha la certezza di non essere punita o umiliata per aver dato voce a idee, domande, preoccupazioni o errori”. Chi è impiegato in un ufficio di questo tipo si sente tre volte più capace di raggiungere il proprio potenziale e 2,4 volte più motivato. Non poco.
Fatto sta che la reazione più naturale di fronte alle critiche sono gli alibi. Ma la cultura dell’alibi , come dice Julio Velasco, non fa migliorare nessuno ed è un male sia per i singoli sia per le aziende. Quando si commette un errore ci sono alcune cose iniziali che, sul lavoro e nella vita, sarebbe importante fare: riconoscere lo sbaglio, chiedere scusa e spiegare come si intende rimediare.
Chi riesce a fare quel passo in più dovrebbe guardare la situazione in maniera oggettiva, non interrompere chi sta ponendo un problema e scegliere bene come rispondere per non peggiorare la situazione con frasi di circostanza.
In ogni caso: ci sono anche persone che per mandare giù una critica hanno bisogno di tempo, qualche giorno per elaborare la questione e reagire nel miglior modo possibile. Del resto, per quanto sia umano e comprensibile, vivere una critica sempre come un attacco personale non è la migliore strategia per crescere.

