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Occupazione, il record italiano è ancora lontano dalla media europea

Dati occupazione disoccupazione Istat
Stando ai dati della Commissione, siamo ancora 13 punti sotto il 76,3% fatto segnare dai Paesi Ue

L’Italia ha ritoccato il suo record di occupazione, oltre il 63%. Ma il nostro Paese rimane lontano dalla media dell’Unione europea che ormai “vede” l’obiettivo fissato per il 2030: il tasso ha raggiunto il 76,3%, 1,7 punti percentuali in meno rispetto al traguardo del 78% .

A evidenziarlo è stata Commissione europea.

I Paesi dell’Unione stanno trovando più difficoltà nel campo della formazione. In qualche iniziativa del genere ogni anno è coinvolto solo il 39,5% degli adulti, mentre l’obiettivo è del 60%.

Sul fronte della povertà, le cose stanno così: rispetto al 2019, le persone a rischio di povertà o esclusione sociale sono diminuite di 3,5 milioni, poco meno di un quarto dei 15 milioni previsti entro la fine del decennio.

Ma tant’è: bisogna fare i conti, come sappiamo bene in Italia, anche con il lavoro povero. La quota di occupati che vivono in condizioni di povertà è scesa dal 9,6% del 2016 all’8,3% del 2025. Ma, evidentemente, la strada da fare è ancora lunga. Questo, nonostante dal 2013 la Garanzia giovani ha permesso a 63 milioni di persone di trovare un impiego, iniziare un apprendistato o un tirocinio oppure proseguire gli studi.

La Commissione di Bruxelles ha reso noto anche che, nell’ambito dell’Alleanza europea per l’apprendistato, sono stati completati 2,5 milioni di percorsi, mentre l’80% dei diplomati dell’istruzione e formazione professionale risulta occupato. E, infine, sul fronte della sicurezza, ha rivendicato la riduzione di dieci volte del limite di esposizione all’amianto e di cinque volte di quello al piombo.

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Collaboratrice - Articoli pubblicati: 32

Giornalista professionista, si occupa delle intersezioni tra mercato del lavoro, dinamiche economiche e trasformazioni sociali. Con un approccio analitico ma sempre attento al lato umano, esplora come le grandi decisioni finanziarie ricadano sulla quotidianità dei cittadini e sulla cultura contemporanea

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